Ibrahimovic contro Cambiasso, il retroscena svelato da Moratti

Rufina Vignone
Marzo 10, 2019

Lui senti Mourinho che si mostro subito entusiasta: "all'epoca non trovava spazio al Real Madrid e così arrivò all'Inter".

Divertente il racconto sul dualismo Ibrahimovic-Cambiasso: "Ibra aveva preso a venire in sede di tanto in tanto, prendendo il discorso alla larga, io lo invitavo ad andare al punto e lui mi faceva capire che la squadra avrebbe potuto fare a meno di Cambiasso". E io: "Forza, dimmi". Io strabuzzavo gli occhi: "Cambiasso?". "Cambiasso si premurava di farmi sapere che, tutto sommato, la squadra avrebbe anche potuto fare a meno di Ibrahimovic..." L'ex presidente per una volta mette da parte io caso Icardi e ai microfoni del Corriere della Sera racconta tutto ciò che è stato, o che poteva essere: "Sneijder?". Quello che darà le accelerate decisive in mezzo al campo. Branca richiamò e disse che Mou aveva esclamato: "Magari". "Confessò l'inizio della trattativa e, con un gesto che ho molto apprezzato, mi disse che se avessi avanzato una controfferta avrebbe scelto noi.Una controfferta pure al ribasso, si premurò di sottolineare...". Quel barman non l'ho più rivisto. Parlai di parecchi giocatori. Poco dopo lo svedese venne infatti ceduto al Barcellona, ma Moratti nega il coinvolgimento dello spogliatoio nella vicenda: semplicemente Zlatan voleva a tutti i costi il club catalano.

Alla fine fu Ibra, nell'estate del 2009, a salutare per indossare la maglia del Barcellona. Ma quando pronunciai il nome di Iniesta, l'atteggiamento mutò radicalmente. E poi, esistono strade già tracciate.

Infine, su Cantona: "Le nostre vite si incrociarono nella giornata sbagliata". Avrei potuto fare qualsiasi offerta e sarebbe stato inutile. Quand'era in programma Manchester-Crystal Palace, la partita del calcio di Cantona al tifoso... Ma non se ne fece nulla. Per carità, anche da parte di Ince ci fu un atteggiamento censurabile, con lui che menava le mani, massima condanna, ma io ci vedevo non la ricerca della violenza per far male quanto la voglia di difendere in ogni modo e a ogni costo lo stesso Cantona finito sotto assedio. Ince? Andai a casa sua per convincerlo a venire a Milano. Speravo che, finita la squalifica, avrebbe accettato anche Cantona. Lo spagnolo era un giocatore unico, un chiodo fisso nella testa del presidente, ma irraggiungibile: il Barcellona non ha mai dato segnali di apertura, nonostante l'appeal e la forza economica di quell'Inter.

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