Scoperta la prima barriera corallina italiana

Bruno Cirelli
Marzo 9, 2019

E' lunga almeno 2,5 chilometri - anche se si pensa che possa avere un'estensione maggiore, da Bari a Otranto, con alcuni tratti di interruzione - e si trova a una profondità compresa tra i 30 e i 55 metri sotto il livello del mare, dunque maggiore rispetto a quelle delle barriere coralline caraibiche o delle Maldive.

È una scoperta che ha dell'incredibile, quella annunciata dai ricercatori del Dipartimento di Biologia dell'Università di Bari: al largo della Puglia esiste una barriera corallina simile a quella delle Maldive, oppure del Mar Rosso. "Eppure ha caratteristiche imponenti sia in senso batimetrico (la batimetria è una branca dell'oceanografia che si occupa della misura delle profondità, della rappresentazione grafica e dello studio morfologico dei fondali marini e lacustri, ndr) sia per spessore, dovuto all'accumulo nel tempo degli scheletri di madrepore".

Le caratteristiche che rendono unica la barriera corallina pugliese sono la profondità di circa 50 metri, e l'habitat e i suoi colori.

Il modello è identico a quello tipicamente equatoriale.

"Nel caso delle barriere delle Maldive o australiane - continua Corriero - i processi di simbiosi tra le madrepore (animali marini che costituiscono i banchi corallini) sono facilitati dalla luce, mentre la nostra barriera vive in penombra e quindi le madrepore costituiscono queste strutture imponenti di carbonato di calcio in assenza di alghe". Da qui la presenza di colori più "soffusi, dati da spugne policrome con tonalità che vanno dall'arancione al rosso, fino al viola".

Perché non è mai stata vista prima d'ora? "Durante le fasi di studio (iniziate tre anni fa, ndr) ho notato qualcosa di strano e per investigare è stato attivato un subacqueo specializzato". Alla ricerca hanno preso parte anche altri studiosi delle Università Tor Vergata di Roma e di quella del Salento, utilizzando robot e particolari tecnologie di immersione.

Quella pugliese è la prima barriera corallina trovata nel mar Mediterraneo, ma secondo Corriero non si può escludere che ce ne siano altre che come questa non sono mai state scoperte prima perché a profondità elevate.

Un'area protetta. Gli esperti hanno avvisato l'Ufficio Parchi e Tutela della Biodiversità della Regione Puglia della loro scoperta e adesso l'area della barriera dovrebbe diventare protetta e potrebbe, un domani, rappresentare un luogo turistico di punta per gli amanti di questo spettacolo della natura. Sono consapevoli del valore dell'emergenza naturalistica e quindi della necessità di iniziare le procedure.

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