Corruzione, Berlusconi indagato a Roma

Paterniano Del Favero
Marzo 8, 2019

Nuovi guai giudiziari in arrivo per Silvio Berlusconi. "Le solite coincidenze...", ha commentato su Twitter Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia. Il capitolo che riguarda Berlusconi è solo uno dei filoni dell'indagine avviata da mesi a Roma e coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Stefano Rocco Fava in relazione ad una serie di sentenze "aggiustate" dai magistrati amministrativi. L'accusa è di corruzione in atti giudiziari nell'ambito dell'indagine su alcune sentenze del consiglio di Stato che, secondo i magistrati, potrebbero essere state pilotate.

"Berlusconi scende di nuovo in campo per le elezioni e puntuale come un orologio arriva l'avviso di garanzia". Si tratta del relatore di quella sentenza, Roberto Giovagnolo, dell'avvocato Francesco Marascio e di Renato Mazzocchi, ex funzionario di palazzo Chigi. I magistrati, che notificano ai diretti interessati la proroga delle indagini, ritengono che "alcuni giudici abbiano accettato la promessa di denaro" per annullare la decisione del Tar che aveva imposto a Silvio Berlusconi di cedere le quote della Banca.

In pratica dopo la condanna nel processo Mediaset, Fininvest (socia al 29,9% dell'istituto di credito) non avrebbe potuto detenere una quota superiore al 9,99% di Banca Mediolanum. A casa di quest'ultimo, un paio di anni fa, nel corso di una perquisizione, furono trovati circa 250mila euro in contanti più le copie di alcune sentenze del Consiglio di Stato, compresa la bozza del verdetto su Mediolanum. Ed è al Consiglio di Stato che avviene un cambio di rotta: i giudici di Palazzo Spada, in accoglimento di una richiesta dei legali di Berlusconi, emettono prima una ordinanza che sospende la decisione della Banca centrale poi una sentenza con cui danno ragione all'ex presidente del Consiglio. Obbligo che il Consiglio di Stato fece venire meno nel marzo di 3 anni fa accogliendo il ricorso del Cavaliere contro i giudici amministrativi di primo grado.

"Silvio Berlusconi, rispetto al provvedimento impugnato, non viene in rilievo come mero socio della società direttamente colpita dall'atto amministrativo che impone l'obbligo di alienazione".

Amara il "manovratore" Si tratta, ovviamente, di ipotesi preliminari sulle quali i magistrati stanno svolgendo le dovute valutazioni, al fine di chiarire effettivamente se quel "manoscritto" sia realmente precedente alla sentenza.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE