Curato a Londra secondo paziente con Hiv - Ultima Ora

Barsaba Taglieri
Marzo 5, 2019

La notizia è riportata dalla rivista scientifica Nature che spiega come la persona, in cura a Londra, è in recesso dalla malattia dopo aver terminato il trattamento. Timothy Brown, il primo essere umano al mondo per cui gli esperti dichiararono, dodici anni fa, la "liberazione" dal virus dell'Hiv, ha appena trovato compagnia. La cosa incredibile, è che il trapianto di midollo era stato previsto nella terapia di guarigione del paziente per un cancro che aveva sviluppato, e non per tentare di indebolire l'HIV, il virus che porta poi all'AIDS. "Se qualcosa è successo una volta nella scienza medica, può accadere di nuovo", ha riferito Brown, dimostrandosi fiducioso che la cura del paziente di Londra sia duratura quanto la sua. "Al momento, l'unico modo per curare l'Hiv è con i farmaci che sopprimono il virus, che le persone devono prendere per tutta la vita", ha detto Gupta. Si stima che nel mondo le persone con Hiv (human immunodeficiency virus, virus dell'immunodeficienza umana) siano 37 milioni, ma solo il 59% di loro riceve la terapia antiretrovirale che scongiura lo sviluppo di Aids (acquired immune deficiency syndrome, sindrome da immunodeficienza acquisita). Ora, infatti, sono disponibili potenti farmaci per tenere sotto controllo l'infezione da hiv, mentre i trapianti sono costosi, rischiosi, e con gravi effetti collaterali che possono durare per anni. Ma un secondo caso di remissione e probabile cura dopo tale trapianto aiuterà gli scienziati a restringere la gamma di strategie di trattamento. "Trovare un modo per eliminare completamente il virus è una priorità globale urgente, ma è particolarmente difficile perché il virus si integra nei globuli bianchi del suo ospite", ha spiegato Gupta. Il nome del paziente resterà anonimo. Ha subito un trapianto di cellule staminali ematopoietiche nel 2016 da un donatore con due copie di una variante del gene CCR5, una combinazione presente nell'1% circa della popolazione mondiale. In effetti CCR5 è un co-recettore per l'infezione da Hiv-1 e i portatori omozigoti di questa mutazione sono resistenti alle infezioni da virus Hiv-1 con questo co-recettore. Ripetuti test hanno confermato che la presenza dell'HIV rimaneva impercettibile, la terapia antiretrovirale, proseguita per 16 mesi, è stata quindi interrotta, e il paziente è in remissione da altri 18 mesi, per un totale di 35 mesi dal trapianto. Inoltre ulteriori dettagli saranno presentati dall'equipe medica e dai ricercatori dietro alla guarigione durante il summit "Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections" a Seattle.

La ricerca potrebbe rappresentare una svolta nella cura dell'Aids.

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