Vaccini, preside scuola Roma: "Non sposteremo bimbo immunodepresso"

Barsaba Taglieri
Febbraio 26, 2019

Dopo dieci mesi di chemioterapia ottiene il via libera dai medici per tornare a scuola. Se le famiglie si manterranno sulle posizioni novax, che almeno in un caso sembrano basate su convinzioni astruse (il presunto e più volte escluso legame tra anti-morbillo e autismo), i loro bambini saranno costretti a cambiare classe e fare posto a Matteo. Un lungo calvario, poi la remissione dopo le cure che - però - ora non gli consentono di essere vaccinato perché il suo sistema immunitario è stato compromesso dalla chemioterapia e servirà altro tempo per poter ripristinare il tutto.

La preside dell'istituto, già diffidata dai genitori del bambino, garantisce che "sicuramente troveremo le condizioni per farlo tornare a scuola".

Come finirà la storia del bambino che è guarito dalla leucemia ma non può tornare a scuola in via Bobbio a San Giovanni perché cinque compagni di classe non sono vaccinati e le madri non hanno intenzione di sottoporli alla profilassi? Mamma e papà gli hanno detto che è meglio non andare a scuola in questo periodo di grande freddo. "Basterebbe una varicella, un morbillo o la meningite - ha spiegato la mamma di Matteo al Corsera - e mio figlio tornerebbe nell'incubo". A quell'età, infatti, la scuola spesso e volentieri si rivela un ricettacolo di virus più e meno invasivi. "Tornerà in quei banchi, con la mascherina, senza i capelli di prima, ma ci tornerà". "Lì ha la sua vita e non permetterò a nessuno di causargli altri traumi".

"Non possiamo accettare che il piccolo non possa frequentare regolarmente le lezioni con i suoi amici e con i suoi insegnanti perchè non sussiste una situazione di sicurezza per la sua salute - ha dichiarato l'assessore alla Sanità del Lazio Alessio D'Amato - La Asl Roma 2 attiverà tutte le procedure previste dalla legge in accordo con l'autorità scolastica per richiamare le famiglie dei bambini ancora non vaccinati e fornire loro tutte le informazioni necessarie in merito all'assoluta sicurezza dei vaccini". La notizia di questo bambino ha riacceso il dibattito nell'opinione pubblica non più sul diritto di scegliere per sé stessi, ma sulla possibilità di condizionare anche la vita di altre persone quando si sceglie di non sottostare alle direttive e a quanto raccomandato dai medici. Una vittoria la cui unica medaglia è il ritorno alla routine di un bimbo di 8 anni.

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