Laurea ad honorem a Mario Draghi: "Unione Europea successo politico ed economico"

Paterniano Del Favero
Febbraio 26, 2019

Il paradosso è che proprio l'euro, cioè la moneta di cui Draghi è responsabile e da cui si discute, talvolta, l'uscita, è la manifestazione dell'Europa che più calamita il consenso dei cittadini, mentre le altre istituzioni dell'Ue arrancano, da questo punto di vista: il presidente della Banca centrale osserva che "è calata dal 57% nel 2007 al 42% di oggi la considerazione che i cittadini europei hanno delle istituzioni dell'Unione". "In realtà, in molte aree, l'Unione europea restituisce ai suoi Paesi la sovranità nazionale che avrebbero oggi altrimenti perso". Questo declino ha avuto luogo sullo sfondo di una generale perdita di fiducia nelle istituzioni pubbliche. "Quella verso i governi e i parlamenti nazionali oggi si attesta appena al 35%".

Draghi ha concluso il discorso citando le parole pronunciate da papa Benedetto XVI 38 anni fa: "La voce della ragione non è mai così forte come il grido irrazionale..." "Bisogna rispondere alla percezione che questa manchi di equità: tra paesi e classi sociali. Occorre sentire, prima di tutto, poi agire e spiegare", ha detto ancora. In questo modo di pensare, se i cittadini vogliono essere in grado di esercitare un maggiore controllo sui loro destini, devono allentare le strutture politiche dell'Ue.

Draghi è "colui che non ha indietreggiato nei momenti difficili, colui che ha saputo dire anche le parole non gradite nel momento in cui era necessario", sono invece le parole con cui il rettore Francesco Ubertini ha accolto il presidente della Bce in aula magna.

"In un mondo globalizzato tutti i paesi per essere sovrani devono cooperare - ha spiegato Draghi all'Ateneo bolognese - e ciò è ancor più necessario per i Paesi appartenenti all'Unione europea. Per altri Stati nazionali, fra cui i Paesi europei, indipendenza e sovranità non coincidono".

Il numero uno di Bce, Mario Draghi, si scaglia contro le argomentazioni degli euroscettici e sostiene l'Unione europea e l'euro. Non c'è che una risposta: "recuperare quell'unità di visione e di azione che da sola può tenere insieme Stati così diversi: "non è solo un auspicio, ma un'aspirazione fondata sulla convenienza politica ed economica". E "non è sorprendente che in un mondo in cui tra le grandi potenze ogni punto di contatto è sempre più un punto di frizione, le sfide esterne all'esistenza dell'Unione europea si facciano sempre più minacciose".

E prende l'esempio, "estremo ma efficace, di quei paesi che sono totalmente al di fuori dell'economia globale: essi sono indipendenti - spiega il governatore - ma certamente non sovrani in un senso pieno della parola, dovendo ad esempio spesso contare sull'aiuto alimentare che proviene dall'esterno per nutrire i propri cittadini".

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