I ritratti di Antonello da Messina a Palazzo Reale

Ausiliatrice Cristiano
Febbraio 24, 2019

Curata da Giovanni Carlo Federico Villa, con la produzione di Palazzo Reale e MondoMostre Skira, la mostra rappresenta una occasione unica per entrare nel mondo di un artista eccelso e inconfondibile, considerato il più grande ritrattista del Quattrocento, autore di una traccia indelebile nella storia della pittura italiana.

Il catalogo della mostra è pubblicato da Skira e contiene, oltre alle immagini delle opere esistenti e riconosciute di Antonello da Messina, una "Sezione storico artistica" con i saggi di Giovanni Carlo Federico Villa, Renzo Villa e Gioacchino Barbera; e con cinque testi letterari di Roberto Alajmo, Nicola Gardini, Jumpa Lahiri, Giorgio Montefoschi e Elisabetta Rasy. Ma si possono ammirare anche le eleganti figure di Sant'Agostino (1472-1473), di San Girolamo (1472-1473) e di San Gregorio Magno (1470-1475).

Rivive a Milano a Palazzo Reale Antonello da Messina, ma in realtà non è mai morto. Ma anche il celeberrimo Ritratto d'uomo (1465-1476) dall'enigmatico sorriso proveniente dalla Fondazione Mandralisca di Cefalù, utilizzato originariamente come sportello di un mobiletto da farmacia, oggetto di vari restauri e conosciuto nella tradizione locale come "ignoto marinaio" e da Messina arriva la tavoletta che raffigura su un lato la Madonna con il Bambino benedicente e francescano in adorazione e sull'altro l'Ecce Homo. Si è sviluppata in dialogo fecondo con la pittura Veneta e Lombarda.

"Questa mostra storica, la cui realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione con molte diverse istituzioni, italiane e internazionali - dichiara l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno -, vede riunite per la prima volta a Milano ben diciannove opere di Antonello da Messina, proponendo al pubblico il racconto affascinante di un artista innovatore dei suoi tempi, il cui carisma è giunto intatto sino a noi". Compiuta così la magia, sembra davvero di osservare Van Eyck davanti al San Girolamo nello studio della National Gallery di Londra, dove le ispirazioni classiche si armonizzano perfettamente con i dettagli fiamminghi, in quel Santo ritratto però con un volto così tanto "italiano". "Antonello è l'uomo rinascimentale, pienamente europeo proprio perché intensamente legato alle sue origini".

Una mostra che ha una guida d'eccezione: Giovan Battista Cavalcaselle, ed è proprio il grande storico dell'arte attraverso i suoi taccuini e disegni a condurre il visitatore passo dopo passo alla scoperta di Antonello da Messina. Dagli Uffizi arriva l'importantissimo trittico con la Madonna con Bambino, il San Giovanni Battista - acquistati nel 1996 da Antonio Paolucci, allora Ministro dei Beni Culturali - e il San Benedetto, opera di straordinaria qualità pittorica, che la Regione Lombardia ha acquistato tramite Finarte nel 1995, oggi in deposito nel museo fiorentino.

Chiude la parte relativa al grande Maestro, la dolcissima Madonna con il Bambino (1480) dall'Accademia Carrara di Bergamo, opera del figlio Jacobello di Antonello, eseguita l'anno seguente la morte del padre: nella inusuale firma indica, come struggente offerta di devozione filiale, di essere il figlio di "pittore non umano" quindi divino. Jacobello faceva parte della bottega del padre e si fece carico di completare quanto la morte aveva impedito di terminare.

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