Usa: il democratico Sanders annuncia candidatura alle presidenziali insultando Trump

Bruno Cirelli
Febbraio 21, 2019

Bernie Sanders lo ha appena annunciato ufficialmente in un'intervista ai microfoni della CBS: "È corretto, mi candiderò alle elezioni presidenziali del 2020". Così Bernie Sanders, il senatore indipendente del Vermont che tre annni fa quasi soffiò la nomination democratica ad Hillary Clinton, rilanciando la sinistra progressista americana, ha lanciato, con un messaggio mail ai suoi sostenitori, la nuova candidatura alla Casa Bianca per il 2020. Cambiamento che non influirà sui pilastri delle sue politiche: progressiste e nel nome dei diritti di tutti. A esprimere il proprio sostegno per il Green New Deal, infatti, la senatrice del Minnesota Amy Klobuchar, Kamala Harris, Kirsten Gillibrand, Elizabeth Warren, Cory Booker, oltre al semisconosciuto Pete Buttigieg, sindaco di South Bend, Indiana. In buona sostanza, lì dove Trump è un istrione che spesso scavalca i protocolli della politica in virtù del suo dna di Tycoon ammazzasette impaccato di dollari, Sanders è l'antidoto più puro all'antipolitica un po' gigiona e spavalda che, negli Usa, non sta ottenendo il gradimento sperato, repubblicana o dem che sia. "La nostra campagna è per trasformare il nostro Paese e creare un governo basato sui principi di giustizia economica, sociale, razziale e ambientale".

Altro tema "sandersiano", quello delle università pubbliche e gratuite, su cui ancora tanto c'è da fare, ma che è oggi una realtà in circa 20 stati. Nel 2017, Sanders ha illustrato il suo piano "Medicare for All", co-patrocinato da altri 16 democratici, numero che, solo un anno prima, sarebbe stato impossibile da raggiungere. A far tremare l'entourage di Trump sono "i 6 milioni di dollari raccolti dal socialista Bernie Sanders nelle 24 ore" successive all'annuncio ufficiale della sua discesa in campo. I sondaggi sociologici hanno dimostrato che Sanders era più popolare di Trump. Nel 2006, Sanders ha vinto un seggio al Senato degli Stati Uniti e nel 2018 è stato votato per un terzo mandato di sei anni.

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