Rimpatriata con la forza la figlia dell'ex ambasciatore nordcoreano

Bruno Cirelli
Febbraio 21, 2019

"Io non c'entro niente, è una cosa che riguarda il ministero degli Esteri", afferma il leader della Lega che, a 'Radio Anch'io' su Rai Radio 1, aggiunge: "Se una ragazza è voluta tornare in Corea del Nord, è arrivata in aeroporto, ha superato i controlli, fa il check-in e sale su un aereo di linea, cosa deve fare il ministro dell'Interno? Jo è attualmente con la moglie", ha fatto sapere Thae. Dallo scorso novembre, comunque, di lui non si sa più nulla. In questi minuti i principali organi di stampa riportano una notizia che se confermata costituirebbe quanto meno questione di grande imbarazzo per il nostro Paese: uomini dei servizi di sicurezza della Corea del Nord avrebbero prelevato, cioè rapito, sul suolo italiano la figlia dell'ex ambasciatore a Roma di quel Paese.

E' proprio Thae Yong-ho ad aver denunciato che la figlia 17enne dell'ex ambasciatore diplomatico 48enne è stata rimpatriata a Pyongyang ed è ora sotto la custodia delle autorità nordcoreane.

Il diplomatico di Pyongyang, che sarebbe in cerca di asilo politico, "non è riuscito a portare con sé la figlia", ha detto Thae, citato durante un incontro con la stampa a Seul dall'agenzia France Presse.

Secondo quanto spiegato dall'ex vice ambasciatore nordcoreano a Londra il "livello di punizione per i figli e i famigliari è completamente diverso" quando un diplomatico nordcoreano diserta per la Corea del Sud, piuttosto che per gli Stati Uniti o i Paesi europei. Una vicenda, ha infine ricordato, che ha un precedente: "la storia di Alma Shalabayeva e non vorrei che il caso si ripetesse per la seconda volta". La ragazza, che avrebbe 17 anni, era una studentessa delle superiori. Ma Di Stefano aggiunge paragoni a dir poco azzardati: "Quando avvenne una cosa simile, ovvero il famoso caso Shalabayeva, andai direttamente in Kazakistan per incontrarla e capire cosa fosse accaduto e appurammo responsabilità dirette dell'allora ministro dell'Interno Alfano. Chi ha responsabilità pagherà, statene certi", ha assicurato. Ma Di Stefano va avanti, e arriva al vero punto della questione: "Ho già attivato la Farnesina per avere tutte le informazioni possibili e lo stesso stiamo facendo all'Interno col sottosegretario Carlo Sibilia". Dunque non sarebbe stato un rapimento, secondo la versione della Farnesina, che si toglie la patata bollente dalle mani indicando la data in cui Jo non sarebbe più stato sotto la sua responsabilità.

"Stiamo parlando di una ragazza minorenne - ha affermato Andrea Romano - legalmente residente in Italia". Per anni i rapporti "d'amicizia" con un regime sono stati gestiti da personaggi ambigui, macchiettistici e interessati.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE