Lutto nel mondo della moda: è morto Karl Lagerfeld

Bruno Cirelli
Febbraio 21, 2019

Con le fortune della famiglia paterna riesce ad aprire un negozietto a Parigi, ma le sue fortune nell'ambito della moda spopolano quando diventa direttore artistico di Fendi prima (nel 1965) e di Chanel poi (nel 1983).

Addio a Karl Lagerfeld.

Arriva come un fulmine a ciel sereno a pochi giorni dalle sfilate di Milano e Parigi: Karl Lagerfeld, direttore creativo di Chanel e Fendi è morto.

Che non volesse più essere tedesco perché Angela Merkel accoglieva troppi migranti, ad esempio, lui tedesco borghesissimo di millantate origini aristocratiche che per ambientarsi a Parigi ha dovuto sgomitare come non mai, che Adele era bella e brava ma grassa, anche, e che molte di quelle attricette che l'ufficio del marketing gli proponeva come testimonial diosanto ma chi sono queste disperate, non ci sono più le attrici di una volta. Andiamo a scoprire chi era Karl Lagerfeld e come si è sviluppata la sua brillante carriera. E' stato il capo esecutivo dei disegnatori della Maison Chanel. Una perdita che di certo segna il mondo della moda e non solo, e che sarà sicuramente molto difficile da colmare.

Karl Lagerfeld nel 2016. Lagerfeld ha collaborato con la svedese H&M, griffe internazionale di moda. Tre anni dopo, lavora per Fendi e crea il logo emblematico del marchio italiano: ha 30 anni. In seguito Lagerfeld mette alla prova il suo multiforme ingegno sperimentando qualsiasi professione artistica possibile: fotografo, regista, editore, scrittore, illustratore, designer di interni, sino a diventare, nel 2000, addirittura una sorta di beauty-guru, dopo aver perso 42 chili in 13 mesi, e pubblicato The 3D Diet, il racconto autobiografico della sua esperienza. Nel 1979, infatti, Lagerfeld si rifiuta di descrivere il suo stile in un'intervista, bypassando la domanda con la citazione della canzone di Marlene Dietrich "Another spring, another love", in pieno accordo con lo spirito capriccioso, volubile ed effimero della moda.

Di segni distintivi ne ha lasciati parecchi, così tanti che la sua assenza dal sistema moda pone la parola fine a un'era, da cui se ne genererà una successiva proprio a partire dai paletti sapientemente posizionati da Lagerfeld, per delimitare il suo universo tematico e il poter fare della dinamicità dell'innovazione trasformativa.

Il tempo ha dato purtroppo ragione alle ultime voci.

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