Caos in Venezuela, Maduro non cede: "Non mi dimetterò"

Bruno Cirelli
Febbraio 19, 2019

Il partito Patria Para Todos ha espresso il proprio sostegno alla proposta avanzata dal presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, di anticipare le elezioni parlamentari. Ha poi rivelato che i volontari sono passati in appena un'ora da 300'000 a 600'000 unità, dicendosi sicuro che entro una settimana "saranno milioni".

A discutere della crisi venezuelana anche l'alto rappresentante Ue Federica Mogherini e il segretario di Stato americano Michael Pompeo in un incontro che si è tenuto in mattinata a Bruxelles. José Manuel Olivares, deputato oppositore in esilio e medico oncologo, ha tracciato un quadro tragico della situazione nel suo Paese: "più di 40 mila venezuelani che soffrono di cancro non possono ricevere trattamenti, decine di migliaia di pazienti con Hiv non dispongono di retrovirali, manca oltre il 90% delle medicine necessarie per i casi di Parkinson, l'86% di antibiotici e il 60% delle sale operatorie non funziona", ha detto. Entrambi su richiesta statunitense.

Pompeo ha fatto le use osservazioni a Reykjavik, in Islanda, mentre lo stesso Maduro in un'intervista ha detto di essere disposto ad incontrare il Presidente Donald Trump, in qualsiasi momento e luogo.

"Se vuole incontrarmi, mi dica solo quando e dove: io ci sono", ha aggiunto Maduro rinnovando l'apertura al confronto. Il concerto si terrà il 22 febbraio, un giorno prima della data d'ingresso degli aiuti in Venezuela annunciata da Juan Guaidò, presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana che ha assunto i poteri dell'esecutivo di Caracas. Il riconoscimento americano, dunque, si limiterebbe alla gestione di una transizione politica.

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