Torneremo sulla Luna per restarci — NASA

Geronimo Vena
Febbraio 18, 2019

La NASA vuole ritornare al più presto possibile sulla Luna, sta accelerando i piani voluti allo stesso presidente Donald Trump. "È importante tornare sulla Luna il più velocemente possibile", la speranza è di avere gli astronauti sul nostro satellite naturale nel 2028.

A differenza di 50 anni fa, ha detto Bridenstine, "torneremo sulla Luna per restare". "Stiamo portando avanti il progetto in modo completamente diverso da ogni altro paese al mondo. Quello che stiamo cercando di fare è rendere sostenibile che gli umani possano andare e venire".

Se avete bisogno di una spinta ideologica per essere interessati dalla Luna consigliamo di vedere il toccante documentario The Last Man on the Moon. Da un po' di tempo è ormai iniziata una nuova corsa allo spazio, in cui partecipa anche la Cina con la missione Chang'e-4, che ha raggiunto il lato nascosto della Luna. Il bilancio dell'impresa è straordinario nella storia dell'esplorazione planetaria: 45,16 chilometri percorsi, più del rover sovietico Lunokhod 2 sulla Luna negli anni '70 e più di quello guidato dagli astronauti americani della missione Apollo 17 sulla Luna nel 1972 (35 km). La scadenza per le offerte è il 25 marzo, con una prima selezione a maggio, una tempistica molto stretta per un'agenzia i cui progetti passati hanno superato sia i tempi previsti che i miliardi spesi. La Nasa vuole infatti costruire una stazione orbitale attorno alla Luna, dalla quale partiranno le navette riutilizzabili che porteranno gli astronauti sulla superficie del satellite.

"Vogliamo andare veloci", ha detto Thomas Zurbuchen della NASA.

In un articolo pubblicato su Ozy, Jim Bridenstine, l'attuale amministratore della NASA, l'agenzia spaziale nordamericana, rispolvera il vecchio cipiglio pionieristico americano e fa il punto della situazione sui piani spaziali che riporteranno l'America a calpestare il suolo lunare. Servirà come stazione di riferimento per i viaggi da e verso la superficie lunare, ma non sarà permanentemente abitata come la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), attualmente nell'orbita terrestre.

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