Dipendenti Ikea Corsico scambiano cartellini merce per pagare meno

Paterniano Del Favero
Febbraio 14, 2019

Scene che si sono ripetute per mesi, sempre con prodotti diversi, da poche decine di euro fino a centinaia. Le indagini interne all'azienda sarebbero partite da un incrocio dei filmati delle telecamere con i dati dei prodotti in stock e la documentazione fiscale delle vendite In alcuni casi, sarebbero stati gli stessi dipendenti a passare gli oggetti nelle casse automatiche prima di portarli ai parenti.

I dipendenti avrebbero usato tutti lo stesso modus operandi: avrebbero fatto sparire della merce, sostituendo il cartellino con il codice a barre di un altro articolo meno caro. E che spesso finivano nelle case di parenti e amici se non, come accertato in alcuni casi, nei mercatini "offro e vendo" del web.

Trenta dipendenti del punto vendita IKEA di Corsico, alle porte di Milano, sono stati sospesi dal servizio e allontanati dallo store dopo aver ricevuto negli ultimi tre giorni una lettera di avvio di procedimento disciplinare per colpa grave.

Trenta dipendenti dell'Ikea di Corsico - che conta in totale circa 250 lavoratori - sono finiti in un'inchiesta della procura di Milano che ha ipotizzato i reati di truffa, furto e ricettazione. Da un lato Ikea ha sospeso e allontanato i dipendenti infedeli dando loro cinque giorni di tempo per chiarire la propria posizione. Segno che anche il piano giudiziario di questa vicenda potrebbe arrivare presto al traguardo. In realtà, però, sul comportamento degli addetti era stata avviata da tempo un'indagine interna, come comunicato anche dalla stessa Ikea in una breve nota: "Un'indagine interna ha svelato il grave comportamento di alcuni co-worker dello store di Corsico volto a danneggiare le risorse aziendali. Ikea sta prendendo i provvedimenti necessari per proteggere i propri co-worker e il proprio brand". Non è chiaro il giro d'affari della presunta "truffa", ma sarebbero stati documentati ammanchi considerevoli.

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