Tav, ecco l’analisi costi benefici: cosa dice e perché

Paterniano Del Favero
Febbraio 13, 2019

Il costo di bloccare i lavori, del resto, non emerge con chiarezza nella parallela analisi tecnico-giuridico sempre diffusa oggi dal Mit.

Le incongruenze segnalate si sprecano. La riduzione di emissioni favorita dalla Tav, tuttavia, sarebbe anch'essa marginale: secondo la commissione si produrranno 800 mila tonnellate in meno di Co2, che equivalgono grossolanamente a quanto prodotto in poco più di due mesi dai soli veicoli nelle strade di Roma.

"Inoltre i 2,5 miliardi di euro disponibili per l'opera, stanziati già nella finanziaria 2012, sono vincolati". E da quelle italiane che riguardano la valutazione degli investimenti pubblici. In questo modo, dunque, si risparmierebbero più di due miliardi e quattrocentomilioni: è quindi uscire dall'opera costerebbe al massimo 1,7 miliardi. In commissione Trasporti della Camera - nel corso di un'audizione molto vivace - Marco Guido Ponti, il professore messo a capo delle commissione per valutare i costi benefici dell'alta velocità Torino-Lione dal ministro Danilo Toninelli (M5s), è partito dai numeri per rivendicare l'indipendenza e la terzietà dell'organismo tecnico da lui presieduto: "Se io avessi visto numeri diversi sarei diventato pro Tav sfegatato.Qui si tratta solo di fare i conti prima di decidere". "Non è perfetta, potrei elencare mille difetti, tra cui l'eventuale marginalità e l'assunzione di mercati perfetti a valle". Si tratta, tuttavia, solo di un'ipotesi di studio perché nella battute finale della relazione, firmata dall'avvocato Pasquale Pucciarello, si legge che "i molteplici profili evidenziati non consentono di determinare in maniera netta i costi in caso di scioglimento". Nonostante nelle ultime settimane sia circolata l'idea che neppure una pietra è stata mossa ai piedi del Moncenisio, in realtà sul versante francese sono stati scavati circa 26 chilometri di gallerie, di cui 7,4 destinati al passaggio dei convogli, mentre sul versante italiano è stato realizzato un tunnel di circa 7 chilometri necessario a portare i mezzi escavatori nel cuore della montagna. "Non credo che ci sia stato nessun atteggiamento ideologico da parte della Commissione", replica, "se in passato abbiamo espresso certe posizioni era perché erano i numeri che parlavano questo linguaggio". Per Confindustria invece la questione va inserita in un altro livello: "Quello che conta sono i 50mila posti di lavoro in più". E si potrà capire "quanto ci costa, quanti sono i benefici". E se degli iperliberisti giungono alla conclusione che la Tav non conviene allora occorre riflettere.

Il professor Pierluigi Coppola, l'unico membro della commissione che non ha sottoscritto l'analisi costi-benefici sulla Tav, ha spiegato in un'intervista al Corriere della Sera di non aver condiviso "la metodologia utilizzata" e di averlo fatto presente in una nota consegnata al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. In base ai dati forniti nell'analisi del professor Ponti, il compimento dell'opera è ritenuto fortemente svantaggioso. "Abbiamo alcuni premi Nobel che ci sostengono quindi forse non è il metodo Ponti", è la controreplica dell'interessato.

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