Cosa prevede il disegno di legge per il taglio dei parlamentari

Bruno Cirelli
Febbraio 10, 2019

La tesi di Calderoli è respinta da Pd, Leu, Misto e Autonomie. Dicevano: "IMPOSSIBILE! E invece se lo diciamo lo facciamo!" ha commentato Luigi Di Maio su Facebook.

Il Senato ha approvato il disegno di legge della maggioranza di riforma costituzionale che taglia il numero dei deputati (da 630 a 400) e dei senatori (da 315 a 200). Presto ci saranno 345 parlamentari e un risparmio di mezzo miliardo di euro a legislatura.

Oggi è stata approvata al Senato la legge #TagliaPoltrone, il primo passo verso la riduzione del numero dei parlamentari.

I senatori del Pd si sono riuniti in serata a Palazzo madama per decidere come comportarsi sul provvedimento voluto dal M5S che riduce il numero dei parlamentari.

"Evviva! approvato il tagliapoltrone in Senato!". Lo ha dichiarato il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro (M5S).

Dopo i vitalizi il Movimento 5 Stelle è sempre più lanciato nel portare avanti un altro cavallo di battaglia del proprio programma elettorale, inserito poi anche all'interno del contratto di governo scritto in tandem con la Lega, ovvero il taglio del numero dei parlamentari.

"Non da ultimo, risparmieremo 500 milioni di euro a legislatura, ben 300mila euro al giorno: risorse che saranno sottratte ai costi della politica e potranno essere impiegate per la collettività".

Come sono ingiustificabili le dichiarazioni di alcuni dei 18 parlamentari eletti nella circoscrizione estero, in palese contrasto con il mandato di rappresentanza conferitogli per tenere vivo e saldo il legame tra le comunità italiane all'estero e il Bel Paese e esercitarlo per rinnovare gli aspetti culturali, economici e commerciali dell'Italia nel mondo.

"Noi per una riforma ci siamo - ha detto il capogruppo Dem in commissione Affari costituzionali Dario Parrini - per una pagliacciata o uno spot-patacca no". "In realtà, quasi tutti i testi in discussione prevedevano la riduzione dei senatori in Molise da 2 a 1, poiché non consideravano che la nostra regione già 55 anni fa, in occasione della sua istituzione, si era vista riconoscere un numero inferiore di senatori rispetto alle altre, che, a legislazione vigente, ne hanno almeno 7 (tranne la Valle d'Aosta che ne ha 1, ma ha anche l'autonomia) e che, con la nuova proposta, ne avranno almeno 3".

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