Sanremo 2019, Striscia accusa:"La canzone di Achille Lauro è inno all'ecstasy"

Ausiliatrice Cristiano
Febbraio 9, 2019

Rolls Royce sarebbe infatti il nome con cui viene definita una pasticca di ecstasy. Mette insieme un'adolescenza complicata nella parte brutta di Roma nord, con una passione diretta e irrequieta per i prodotti della più dozzinale mall culture nostrana, dei quali sogna di diventare presto protagonista, agli inizi facendo punk e rap in quanto generi abbordabili, ma appena può calandosi con spontaneità nel ruolo di concorrente di "Pechino Express", di consulente di Mara Maionchi a "X-Factor" (i bene informati dicono sarà un giurato del prossimo "The Voice"), di collaboratore di Anna Tatangelo ma anche di estimatore di Ghali.

"È terribile, mi fa schifo solo l'idea - ha commentato Matteo Salvini ai microfoni di Striscia con l'inviato Jimmy Ghione che gli chiedeva di commentare le allusioni alla droga contenute nel brano di Achille Lauro -". Così come quella riguardante il plagio di un riff all'interno della canzone che richiamerebbe ad un brano degli Smashing Pumpkins, 1979. Il pezzo parla di tutte icone mondiali: dal mondo di Hollywood alla musica, allo stile. Non vorrei fare l'esegeta, nessuno meglio dell'autore sa cosa intendeva. "Rolls Royce, voglio una vita così, voglio una fine così", dice il testo. Ora questo. Ma io non ne ho mai sentito parlare - si difende il cantante -. "Rolls Royce", aggiunge citando la sua canzone. Tutto nasce dalla famosissima statuetta posta sul radiatore delle Rolls Royce.

"Il suo nome è Spirit of Ecstasy: da qui l'abitudine a chiamare Rolls Royce le pasticche sintetiche".

Matteo Salvini era già intervenuto sul Festival di Sanremo 2019 nel corso dalla seconda serata, quando Pio e Amedeo avevano fatto il loro ingresso trionfale sul palco e avevano 'provocato' simpaticamente Claudio Baglioni sul tema migranti, meridionali e governo.

Anche il direttore artistico del Festival, Claudio Baglioni, in Conferenza stampa, interpellato sulla questione, aveva risposto, prendendo giustamente le distanze dalle accuse, anche perché, lo ricordiamo, è Baglioni stesso che ha scelto i partecipanti in gara.

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