I timori del Fondo monetario internazionale: "Le politiche rendono l'Italia vulnerabile"

Paterniano Del Favero
Febbraio 8, 2019

"Chi ha affamato popoli per decenni, appoggiando politiche di austerità che non hanno ridotto il debito, ma hanno solo accentuato divari, non ha la credibilità per criticare una misura come il Reddito di cittadinanza, un progetto economico espansivo di equità sociale e un incentivo al lavoro".

Il Fondo Monetario Internazionale si è inoltre concentrato sulla 'forte evasione fiscale e le dimensioni dell'economia sommersa, per la quale sarà necessaria una grande attenzione per garantire'.

Freddo il giudizio su Quota 100, perché le modifiche "aumenteranno ulteriormente la spesa pensionistica, imporranno un onere ancora maggiore sulle generazioni più giovani, lasceranno meno spazio alle politiche di crescita pro-crescita e porteranno a tassi di occupazione più bassi tra i lavoratori più anziani". All'Italia servono riforme strutturali per aumentare la produttività e sbloccare il potenziale del Paese: un più alto potenziale di crescita, e non gli stimoli di bilancio o il rovesciamento delle riforme, è l'unica strada duratura per migliorare i risultati economici. Il rapporto ha confermato la stima sulla crescita selle scorse settimane di uno 0,6% quest'anno e comunque inferiore all'1% fino al 2023.Per il debito pubblico italiano la previsione è che nel 2019 si attesterà al 130,9%, in calo rispetto al 131,4% del 2018, e si manterrà sopra il 130% fino al 2023. A influire negativamente sulle performance economiche della nazione sono le "debolezze strutturali" dello stivale.

Il ministro delle finanze Giovanni Tria ha dichiarato che il rapporto del FMI "sottovaluta la necessità di sostenere la crescita in Italia e in Europa e il ruolo delle politiche adottate dal governo verso questo obiettivo". Secondo il Fondo, in caso di un acuto stress dell'Italia l'effetto contagio potrebbe essere globale e significativo. Così in un post su Facebook il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, commentando il rapporto del Fondo monetario.

I timori dei mercati potrebbero attenuarsi nel breve termine se terrà il potenziale accordo fra la Ue e l'Italia (e del resto è proprio l'intesa sul 2 per cento di deficit che ha fatto scendere lo spread di 80 punti base dallo scorso mese di novembre).

A gravare sui conti dell'Italia ci sarebbe la spesa pensionistica, la seconda più alta di Eurolandia. Per il Fondo è però anche importante l'aspetto legato "alla percezione delle possibili azioni da parte dei suoi partner europei e della BCE sulle esigenze di finanziamento delle banche", anche se in verità queste non riguardano il fabbisogno di finanziare il debito pubblico. Detto questo, costituisce certamente un freno per la crescita italiana distogliendo risorse per usi più produttivi come per esempio gli investimenti. A questo si aggiunge - spiega il Fmi - un sistema di welfare centrato sulle pensioni, e che non sostiene adeguatamente i "bambini e la popolazione in età da lavoro".

Di Maio: "Fmi non può criticare".

"Non ci hanno mai beccato e quindi porta fortuna". Lo afferma il Fmi, sottolineando che anche se i benefit previsti hanno nel mirino i più poveri, il reddito penalizza le famiglie più numerose.

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