Cara di Mineo verso la chiusura: al via oggi lo sgombero

Paterniano Del Favero
Febbraio 8, 2019

I primi 25 migranti trasferiti dal Cara di Mineo sono saliti su un bus intorno alle dieci di questa mattina, diretti al Centro di assistenza straordinaria di Trapani.

Resteranno al momento al Cara di Mineo le famiglie con bambini e le persone più 'vulnerabili', come le donne con figli o persone con problemi di salute.

L'operazione di trasferimento è propedeutica alla chiusura del Cara entro l'anno. Sono tutti uomini non sposati che sono da anni ospiti della struttura di Mineo, dove erano presenti poco meno di 1.200 ospiti.

Quelli che oggi in bus lasceranno la struttura, accompagnati da mediatori culturali e scortati dalle forze dell'ordine, sono stati avvertiti da giorni. Noi siamo martiri e mi meraviglio che adesso si intesti la battaglia per la chiusura del Cara chi è stato il carnefice del territorio - Chiedo al ministro Salvini di incontrarmi per tutelare il territorio sia economicamente sia sul fronte della sicurezza. "A queste 600 mila persone, il cui costo per il rimpatrio costerebbe quanto una finanziaria, dobbiamo dare risposte nel più breve tempo possibile alla tensione sociale che si è venuta a creare". Da domani scenderà sotto la soglia di 1.200 persone, prevista dall'accordo di salvaguardia, che permette ai gestori e al governo di potere rescindere il contratto senza pagare penali. Da ottobre sono oltre 600 gli ospiti che hanno lasciato volontariamente la struttura.

"Dal ministro Salvini vorrei un riconoscimento per il nostro territorio che è stato così pesantemente violentato dallo Stato indipendentemente dai governi che si sono susseguiti e che oggi ha necessità di avere i giusti riconoscimenti per i sacrifici fatti". Avevamo i porti aperti ma la gente moriva come formiche nel Mediterraneo - dice Francesco Magnano, per il quale se la chiusura dei porti significa "costringere la Germania e la Francia a sedersi al tavolo di trattativa con l'Europa è una misura necessaria".

"L'allora ministro Roberto Maroni - aggiunge il primo cittadino - aveva preso degli impegni con il nostro territorio: nel 'Patto per la sicurezza" c'era scritto che bisognava compensare l'economia tradizionale che è stata danneggiata dall'istituzione del Cara.

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