Chirurgo con la terza media condannato a Verona ci riprova in Romania

Bruno Cirelli
Febbraio 7, 2019

Politi, ex dipendente di un autonoleggio, si sentiva stretto in questo ruolo e già dieci anni fa si era mascherato da docente, ma il bluff era stato scoperto dopo poche settimane.

Ha operato centinaia di pazienti spacciandosi per un chirurgo plastico inglese, ma il finto medico era in realtà un italiano di 38 anni che ha solo la licenza media.

A insospettire i colleghi delle reali competenze di mode era stato il fatto che non fosse nemmeno in grado di indossare i guanti chirurgici. Con il nuovo pseudonimo di Matthew Mode, Politi si era costruito la sua nuova professione: un chirurgo plastico con titoli accademici conseguiti in prestigiosi istituti americani e kosovari. E così ha pensato bene di riprovarci, ma questa volta in Romania. In quell'occasione, una donna insoddisfatta di alcuni farmaci prescritti da Politi si era rivolta a un'amica vigilessa, che, insospettitasi, aveva coinvolto la polizia municipale della città scaligera.

Il finto chirurgo è un italiano originario di Venezia che nel 2010 era riuscito con assumendo l'identità di un altro medico, che è un suo omonimo, ad aprire un centro estetico ottenendo i permessi da dirigenti di sei strutture sanitarie in quattro regioni. Secondo le fonti, a smascherarlo sarebbe stata un'inchiesta giornalistica del quotidiano rumeno 'Libertatea', avviata in seguito ad i sospetti di alcune infermiere che lo avevano notato impacciato anche nell'eseguire semplici gesti adibiti ai più comuni interventi.

Fondamentale, per scoprire l'inganno, sembra essere stata la collaborazione tra le autorità romene e quelle italiane: "Abbiamo ricevuto diverse documentazioni dall'estero che dovremo analizzare", ha riferito il comandante Ionut Dana. "Sono nato per fare il medico, è una passione che ho fin da piccolo". Dirò tutto al momento giusto, non sto scappando, non ho nulla da nascondere. Infatti, a quanto pare la laurea non l'ha mai ottenuta nonostante la festa con genitori, amici e confetti rossi a Marghera e l'intervento telefonico, la sera prima del fermo, ad una trasmissione televisiva: "Lo Stato romeno ha equiparato i miei diplomi, sono un dottore a tutti gli effetti e ho il diritto di praticare in Romani senza problemi".

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