L'analisi costi benefici boccia la Tav Torino-Lione

Paterniano Del Favero
Febbraio 6, 2019

"Da vicepresidente del Consiglio che rappresenta gli italiani non ho l'esame costi-benefici sulla Tav, ma ce l'hanno a Parigi". Il riferimento è all'invio ieri del dossier sulla Torino-Lione all'ambasciatore francese Christian Masset, preludio di un prossimo incontro di Toninelli con la controparte francese.

Il vicepremier e leader leghista Matteo Salvini si lamenta di non aver ancora visto il dossier sulla Tav? Magari quella era la vecchia politica. "La Tav come altre opere - ha detto ancora Salvini - secondo me servono". Però ce li vediamo i tre ministri al momento del fatidico verdetto: all'apertura della busta occhi sbarrati, mano sulla bocca come per contenere lo stupore, devono solo imitare l'espressione delle finaliste all'incoronazione di Miss Italia.

La risposta del Ministero dei trasporti è quasi immediata.

Intervenuto ai microfoni dei giornalisti, il vicepremier Matteo Salvini ha commentato la notizia dell'invio dell'analisi costi benefici alla Francia.

Dopo poco arriva anche Luigi Di Maio a tranquillizzare l'alleato di governo: "Salvini stia tranquillo, neanche io l'ho letta l'analisi costi-benefici".

"Quando mi sveglio io penso che ci vogliono 6 ore per andare da Roma a Pescara, non mi sveglio pensando a un buco che collega Torino e Lione", penso "a collegare gli italiani con gli italiani". "E quindi, se non si va nella direzione auspicata dalla stessa Italia, che ha risposto a dei bandi dove si è candidata a realizzare l'opera, che per questo è stata finanziata, e la deadline è a breve, perché la Commissione farà le ultime verifiche intorno a maggio, se non si darà prova di aver utilizzato e speso le risorse in maniera corretta, siccome vale il principio "use or lose" (usa o perdi, ndr), l'Italia perderà queste risorse". "Non mi sveglio pensando a come collegare meglio italiani francesi, ma a come collegare meglio italiani e italiani".

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