Venezuela, 9 paesi Ue riconoscono Guaido, Mattarella in pressing su governo

Bruno Cirelli
Febbraio 5, 2019

Forse può sfuggire a molti, tra cui appunto Enrico Mentana, che l'Italia è uno dei principali paesi dell'UE, e che le sue istituzioni democraticamente elette hanno deciso di non avallare un (ennesimo) colpo di stato a guida americana nel paese più ricco di petrolio del mondo.

"Secondo i dati dell'Onu i fuggiaschi, chi scappa della guerra, dalle carestie, persecuzioni sono circa 70 milioni: è un fenomeno che richiede un grande sforzo corale della comunità internazionale". "Ci siamo sempre accodati in modo vile agli 'esportatori di democrazia". "L'Italia non è abituata a farlo". Per i 5 stelle, che hanno sostenuto in passato Maduro, è necessario invece tenere una posizione super partes sul Venezuela: né con Maduro né con Guaidò, dicono, ma una pressione diplomatica perché il Paese arrivi gradualmente a ridare voce al popolo. La recente polemica con la Germania, l'Olanda e la Francia che, soprattutto con quest'ultima ha toccato punte di un'asprezza senza precedenti, non sono che una delle tante manifestazioni di ostilità dei governanti gialloverdi nei confronti dei nostri alleati e la conferma di una politica isolazionista che contraddice, nel profondo, l'orientamento volto a integrare nella stessa Costituzione l'ordinamento comunitario. La scelta è tra la volontà popolare e la richiesta di autentica democrazia da un lato e dall'altro la violenza della forza. "Il mondo è diventato e sempre di più diventa più raccolto, i suoi Paesi, i suoi Continenti sono sempre più interconnessi, sempre più strettamente legati fra di loro e quello che avviene in ogni parte del mondo riguarda tutte le altre parti". Il 26 gennaio scorso Conte, con una nota, aveva auspicato una "riconciliazione nazionale" ed elezioni libere, senza prendere posizione. Luanda quindi "chiama" Roma ad investire nel Paese africano che sta cercando di ridurre la corruzione e facilitare gli investimenti esteri. "Purtroppo non per una sua positiva evoluzione, ma per l'aggravarsi e l'internazionalizzarsi della crisi seguito alla autoinvestitura a presidente di Juan Guaidò con il sostegno più che attivo degli Usa e di altri paesi". "A questo punto, dopo che il governo ha bloccato anche la dichiarazione Ue, insieme alla mozione depositata oggi, chiediamo che il Governo venga subito in Aula". Le prime firme sono quelle del capogruppo Andrea Marcucci, di Matteo Renzi, di Pier Ferdinando Casini e di Alessandro Alfieri, capogruppo dem in commissione Esteri. "M5s-Lega stanno cambiando i connotati della nostra politica internazionale, andando anche palesemente contro le raccomandazioni di Mattarella. L'Italia non può sostenere Maduro, come di fatto sta facendo il governo", conclude l'esponente dem. "Forza Italia chiederà già oggi al ministro degli Esteri di venire al Senato per chiarire la posizione dell'esecutivo sul Venezuela", ha annunciato la capogruppo forzista al Senato Bernini.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE