Papa: i discepoli di Gesù, persone che seguono la logica della fede

Bruno Cirelli
Febbraio 5, 2019

Persone che seguono la "spinta" dello Spirito Santo, che le manda ad annunciare speranza e salvezza ai poveri e agli esclusi; persone che seguono la logica della fede e non del miracolismo; persone dedicate al servizio di tutti, senza privilegi ed esclusioni.

Le prime parole di Papa Francesco pronunciate oggi, pochi attimi prima della preghiera mariana dell'Angelus, ci fanno comprendere come il testo del Vangelo vada a completare quanto la liturgia ci proponeva già domenica scorsa con "l'episodio della sinagoga di Nazareth". "Preghiamo Maria Santissima, perché possiamo crescere e camminare nello stesso ardore apostolico per il Regno di Dio che animò la missione di Gesù", l'invocazione finale del Papa, che dopo l'Angelus ha indirizzato un pensiero allo Yemen. Essi ritengono che, essendo Lui uno di loro, debba dimostrare questa sua strana "pretesa" facendo dei miracoli lì, a Nazaret, come ha fatto nei paesi vicini. Ma Gesù non vuole e non può accettare questa logica, perché non corrisponde al piano di Dio: "Dio vuole la fede, loro vogliono i miracoli, i segni; Dio vuole salvare tutti, e loro vogliono un Messia a proprio vantaggio". Un prezzo - ha osservato il Santo Padre - che, ieri come oggi, la profezia autentica è chiamata a pagare. Il duro rifiuto, però, non scoraggia Gesù, né arresta il cammino e la fecondità della sua azione profetica. "Egli va avanti per la sua strada confidando nell'amore del Padre".

I cristiani devono essere 'profeti' in mezzo al mondo, persone cioè coraggiose, che annunciano la speranza agli esclusi e che seguono la logica di Gesù. La popolazione è stremata dal lungo conflitto e molti bambini soffrono la fame: il loro grido e quello loro genitori sale al cospetto di Dio. Faccio appello alle parti interessate e alla Comunità internazionale per favorire con urgenza il rispetto degli accordi, assicurare il cibo e lavorare per il bene della popolazione. "Invito a pregare per il dono della pace, da accogliere e coltivare con il contributo di ciascuno". "Preghiamo forte perché sono dei bambini che hanno fame, hanno sete, non hanno medicine, sono in pericolo di morte. Portiamo con noi questo pensiero a casa".

Infine il messaggio per la Giornata della Vita: "Si rende sempre più necessario un concreto impegno per favorire le nascite, che coinvolga le istituzioni e le varie realtà culturali e sociali, riconoscendo la famiglia come grembo generativo della società". Non è mancato un riferimento al prossimo 5 febbraio, quando "nell'Estremo Oriente e in varie parti del mondo, milioni di uomini e donne celebreranno il capodanno lunare": "Desidero salutare tutti cordialmente, augurando che nelle loro famiglie si pratichino quelle virtù che aiutano a vivere in pace con sé stessi, con gli altri e con il creato".

E ancora l'affettuoso saluto ai ragazzi e alle ragazze dell'Azione Cattolica della Diocesi di Roma presenti in piazza San Pietro a conclusione della "Carovana della Pace", per l'apertura dei festeggiamenti per i 150 anni di fondazione dell'Azione Cattolica di Roma e dei 50 anni della nascita dell'ACR.

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