Il monito di Visco: forti rischi per crescita, incertezza su scelte governo

Paterniano Del Favero
Febbraio 4, 2019

L'incertezza sui tassi, sulla crescita e sull'orientamento della politica di bilancio rappresenta, per Visco, una debolezza che incide sulla prospettiva economica italiana. Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, intervenendo al 25esimo Congresso Assiom Forex, ribadisce come sia necessario, per riattivare la crescita, puntare sugli investimenti senza perdere di vista gli equilibri di bilancio e la riduzione del debito.

A preoccupare Visco, oltre alle incertezze dell'economia internazionale con i problemi tra Cina e Usa e quelli legati alla Brexit, ci sono i conti di casa nostra. Come ricorda infatti il numero uno di Palazzo Koch, "l'accordo con la Commissione e' stato raggiunto per il 2019, ma per il 2020-21 restano da definire numerosi aspetti e, specialmente, il futuro delle cosiddette clausole di salvaguardia, il cui importo e' stato portato all'1,2% del prodotto nel 2020 e all'1,5%".

"Se fossero disattivate senza prevedere misure compensative - ha aggiunto il governatore - il disavanzo si collocherebbe intorno al 3% del Pil in entrambi gli anni". Fattori favorevoli che "possono risultare insufficienti in presenza di movimenti repentini dei mercati finanziari". Le prospettive dell'economia sono meno favorevoli rispetto a un anno fa. Nel suo intervento Visco ha evidenziato che le nuove previsioni della Banca d'Italia per l'anno in corso vedono un progresso dell'economia del nostro Paese ad un tasso dello 0,6% ma con possibili rischi di ribasso. Tra i primi, i principali riguardano l'andamento degli scambi con l'estero, le vulnerabilità dei Paesi emergenti e le modalità di uscita del Regno Unito dalla Ue. Lo dicono i numeri: dal 1999 il tasso di crescita annuo dell'economia italiana è stato in media inferiore di un punto a quello dell'area dell'euro.

La fiducia dei mercato, osserva Visco, sarà fondamentale considerando l'ingente ammontare dei titoli pubblici da collocare sul mercato: "Quasi 340 miliardi per il solo rinnovo dei titoli in scadenza nel 2019 che si sommano ai circa 50 previsti a copertura del disavanzo".

Per assicurare un effettivo sostegno all'attività economica la politica di bilancio deve preservare la fiducia nel percorso di riequilibrio dei conti pubblici e nella prospettiva di riduzione del rapporto tra debito e prodotto. "L'aumento dei premi per il rischio sui titoli di Stato che ne è derivato si è trasmesso quindi al costo della raccolta obbligazionaria del settore privato, in un contesto di flessione dei corsi azionari".

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