Una sindrome che paralizza, Alessandro Magno fu sepolto vivo

Barsaba Taglieri
Febbraio 3, 2019

Risolto finalmente il mistero della morte di Alessandro Magno?

Il generale contrasse una rara malattia autoimmune che lo paralizzò, privandolo man mano delle capacità di parlare, respirare e camminare e venne sepolto dai propri soldati credendolo morto. Precedenti teorie sostenevano che fosse deceduto per un'infezione, per malattie legate all'alcolismo o per un omicidio, ma un nuovo studio ha concluso che il più grande condottiero dell'antichità è morto a causa della sindrome Guillain-Barré (GBS), probabilmente innescata da un'infezione batterica, che provoca paralisi senza perdita di coscienza finché non si entra in coma. Lo sostiene una ricerca condotta da Katherine Hall, della Dunedin School of Medicine dell'Università di Otago, pubblicata su The Ancient History Bulletin. Il decesso del famoso condottiero potrebbe rappresentare uno dei casi di pseudotanatos tra i più celebri mai registrati prima in relazione alle diagnosi errate.

Il conquistatore di uno dei più vasti imperi della storia, dalla Grecia all'Egitto e all'India, nel IV secolo a. C., non morì dunque per un'infezione.

Al momento della dichiarazione del suo decesso, in fase di preparazione volta alla sepoltura, Alessandro Magno sembrerebbe essere stato ancora in vita sotto la non curanza dei medici dell'epoca.

"Volevo stimolare nuovi dibattiti e discussioni - spiega Katherine Hall, secondo quanto riporta online l'Ansa - e forse riscrivere i libri di storia argomentando che la vera morte di Alessandro fu sei giorni dopo rispetto a quanto si pensasse in precedenza". Lo dimostra il fatto che il corpo non ha mostrato segni di decomposizione per 6 giorni dopo la morte. "Gli antichi greci pensavano che ciò provasse che Alessandro era un dio: questo articolo è il primo a fornire una risposta reale" aggiunge la studiosa. Ma la dottoressa Hall crede possa aver contratto una variante di neuropatia assonale motoria acuta della sindrome di Guillain-Barré. Queste difficoltà, insieme al tipo di paralisi e alle richieste di ossigeno ridotte, avrebbero quasi annullato la visibilità della sua respirazione.

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