Laura Castelli a processo per diffamazione

Paterniano Del Favero
Febbraio 3, 2019

Il procedimento si riferisce a un post, pubblicato dalla Castelli su Facebook, nel quale l'esponente grillina criticava una candidata Pd alle elezioni amministrative che avrebbero dovuto tenersi nel 2016 nel capoluogo piemontese. Fassino dà un appalto per il bar del tribunale a un'azienda fallita tre volte, che si occupa di aree verdi, con un ribasso sospetto.

Laura Castelli, sottosegretario all'Economia in quota Movimento 5 Stelle, ha avanzato una richiesta davvero molto particolare, nel corso di un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. La procura indaga. Fassino candida la barista nelle sue liste.

La Procura di Torino ha infatti stabilito che l'esponente del M5S e queste 18 persone, dovranno rispondere davanti a un giudice, di diffamazione aggravata dall'utilizzo di un mezzo di pubblicità (un social network, ndr): un reato che può essere punito con una pena da 6 mesi a tre anni di carcere o con una multa non inferiore a 516 euro. Motivo per cui la Procura procede anche nei confronti di una ventina di utenti che avevano aggiunto delle reazioni in coda al messaggio della Castelli. E ancora: "Il post, che esordisce con un eloquente 'che legami ci sono tra i due?' ed è accompagnato da una foto, manipolata ad arte, che ritrae i due protagonisti affiancati, abbracciati e sorridenti, è maliziosamente volto a sostenere l'esistenza di un rapporto sentimentale tra i due, violando pienamente tutti e tre i canoni della veridicità, dell'interesse pubblico e della continenza e spostando illecitamente quella che vuole sembrare una mera ed innocua critica politica sul piano personale, in maniera gratuita e senza che ciò nulla aggiunga di utile alla valutazione di inopportunità politica nella scelta dell'aspirante consigliere comunale", scrisse all'epoca la GIP. Ma nel gennaio del 2018 il gip Paola Boemio aveva ordinato al pubblico ministero di procedere formulando il capo di imputazione. E, ora, per Laura Castelli è il momento di difendersi in tribunale.

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