Gli Usa nella morsa del freddo polare, almeno 21 i morti

Bruno Cirelli
Febbraio 3, 2019

Dallo stato di New York infatti fino ad arrivare al Montana, da Ovest a Est tutte le principali città sono in balia della morsa di gelo che ha colpito il nord America. Intanto il vento continua a soffiare, più freddo che mai: Minneapolis e Chicago le città più flagellate ma la situazione resta critica anche negli Stati di Michigan e Wisconsin che, come l'Illinois, hanno dichiarato lo stato di emergenza visto quello che il meteorologo Ricky Castro, del National weather service (Nws), ha definito "un probabile evento che farà la storia".

Le autorità hanno invitato a non uscire se non per necessità, pure per il rischio di congelamenti nel giro di 10 minuti. Un altro uomo, ex membro del consiglio comunale di Ecorse, è morto in Michigan, mentre in Illinois un anziano di 82 anni è deceduto per ipotermia fuori dalla sua abitazione. A Chicago, un 75enne è morto dopo essere stato investito da uno spazzaneve. Solo nello scalo di Chicago O'Hare, dove si sono toccati -31°C con raffiche di vento alla velocità di 52 km/h, 1.600 velivoli non sono potuti decollare. Sessanta milioni di persone si trovano così a dover contrastare un gelo senza precedenti con la preoccupazione di non aver abbastanza energia per stare al caldo. Tanti gli incidenti stradali con scuole ed edifici pubblici che sono stati costretti a chiudere per precauzione. Questo per evitare sovraccarichi o consumi sopra le potenzialità e almeno fino a venerdì quando, probabilmente, le temperature tenderanno a rialzarsi. La richiesta è arrivata dalla società energetica Xcel Energy che detiene i contratti di circa 400 mila utenti in Minnesota. Su questa grande ondata di freddo è arrivato il commento del presidente Donald Trump, che ha voluto ironizzare la questione con un suo post su Twitter, dove si è chiesto che cosa stesse succedendo al riscaldamento climatico.

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