Spagna: bimbo in pozzo, scavato quasi metà tunnel collegamento

Bruno Cirelli
Gennaio 27, 2019

Nel frattempo il tribunale di Malaga ha aperto un'inchiesta per conoscere le circostanze esatte in cui Julen sia caduto nel pozzo. Le squadre di soccorso avevano lavorato senza sosta, ma gli scavi procedevano a rilento, per la composizione del terreno, che in alcuni tratti è formato da roccia.

La veglia è stata guidata da Juan José Cortés, padre di Mari Luz, la ragazza assassinata a Huelva nel 2008 e che ha annunciato questa chiamata all'inizio di oggi "perché Dio possa operare quel miracolo e dare forza al minatori, Julen e i suoi genitori". La parte più pericolosa dell'operazione inizia ora, quando è il turno degli otto minatori sfollati dalle Asturie, che scenderanno per intraprendere il lavoro in coppia ogni 40 minuti, portando il proprio ossigeno. I lavori sono stati ritardati da un errore nella realizzazione: è stato necessario ampliarlo per permettere la discesa delle persone che dovranno scavare a mano il collegamento con il pozzo.

Julen è caduto nel pozzo mentre giocava con un amico vicino alla casa di famiglia.

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Ieri un problema tecnico ha ritardato le operazioni di recupero del bambino. Sono stati quindi rimossi e sostituiti tutti i tubi che erano già stati installati. In seguito, si è pensato di perforare la terra creando una galleria orizzontale che tagliasse il "Cerro de la Corona" di Totalán, in modo da farla incontrare perpendicolarmente con il tunnel del pozzo e poter così estrarre il bambino.

E' arrivato l'epilogo per la vicenda di Julen, che dalla Spagna ci tiene tutti col fiato sospeso da domenica 13 Gennaio. E i genitori del bambino cercano di mantenere viva la speranza. Nonostante la vicinanza alla posizione in cui dovrebbe essere il piccolo, non ci sono segnali di vita.

Il bambino, secondo le previsioni dei tecnici, dovrebbe trovarsi circa a 75 metri di profondità.

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