Cosa succede in Venezuela tra Juan Guaidó e Nicolas Maduro

Bruno Cirelli
Gennaio 27, 2019

Le divisioni tra Lega e M5S -Alessandro Di Battista ha preso posizione in favore della sovranità popolare e contro il leader dell'opposizione, affermando che il Venezuela rischia di diventare come la Libia, dove dopo 8 anni regna ancora il caos. E se questo non succederà, lo ripeto, se non succederà, la Spagna riconoscerà Juan Guaidò come presidente incaricato del Venezuela per convocare queste elezioni".Dall'"ultimatum" europeo è rimasta a margine l'Italia, nonostante Guaidò avesse chiesto appoggio anche a Roma in un'intervista concessa al quotidiano La Stampa.Ma al di là dell'Europa, la crisi venezuelana ha provocato un crescendo di tensione anche al Consiglio di Sicurezza dell'Onu: "una bozza di risoluzione degli Stati Uniti che chiedeva "pieno sostegno" all'Assemblea Nazionale guidata da Guaidò è stata bloccata da Cina e Russia. "E quindi quanto prima cade, senza altrettanta violenza, meglio è". "Gli ultimatum compattano solo il potere", ha scritto su Twitter.

Guaidó è già stato riconosciuto presidente legittimo del Venezuela dal presidente statunitense Donald Trump. Intanto sulla questione è intervenuta anche l'Unione europea che ha trovato una linea comune: "L'Ue chiede con forza la tenuta urgente di elezioni presidenziali libere, trasparenti e credibili" e, "in mancanza di un annuncio sull'organizzazione di nuove elezioni con le necessarie garanzie nei prossimi giorni, l'Ue intraprenderà ulteriori azioni, anche sulla questione del riconoscimento della leadership del Paese", ha detto l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, sottolineando che "il Paese ha urgentemente bisogno di un governo che rappresenti la volontà del popolo venezuelano". Entrambi infatti vorrebbero prendere posizione contro Maduro, seguendo l'esempio di Germania, Francia, Spagna e Unione europea. "Non vogliamo instaurare o rimuovere governi, vogliamo la democrazia e elezioni libere in Venezuela", ha precisato il premier spagnolo Pedro Sanchez. Il presidente del governo spagnolo è a capo di un esecutivo di minoranza che dipende da Podemos, la formazione di estrema sinistra che fino a poco tempo fa considerava il chavismo come l'apoteosi di tutte le forme politiche, e che con il governo di Caracas ha avuto rapporti più che equivoci. Ma Guaidò ha già respinto la proposta: "Non partecipo a dialoghi inutili e dilatori", ha detto.

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