Come governo e sindacati italiani si stanno dividendo sul Venezuela

Bruno Cirelli
Gennaio 26, 2019

Da una parte l'opposizione che non riconosce Nicolas Maduro come presidente, che invece è stato riconosciuto dell'Assemblea Costituente, l'organo legislativo parallelo che ha svuotato di poteri la Camera. Ha poi aggiunto, non risparmiando parole dure per Maduro: "Giuro di assumere formalmente le competenze dell'esecutivo nazionale come presidente incaricato del Venezuela per arrivare alla fine dell'usurpazione, ad un governo di transizione e indire libere elezioni". "I miei fratelli sono scappati in Cile", ha detto all'Agi Aide Portillo, venezuelana residente negli Stati Uniti. Le mandiamo cibo e medicinali ma la maggior parte delle volte non le arriva nulla perché viene rubato dagli addetti postali o alla sicurezza.

Queste al momento sono le proposte, mentre per maggiori notizie in merito vi terremo aggiornati: l'iter che porterà all'approvazione delle risorse, e alla regolamentazione dei parametri per la distribuzione delle stesse tra il personale in servizio, però, è appena iniziato, quindi per l'ufficialità ci sarà ancora da attendere. Il riconoscimento di Guaidó come nuovo presidente permetterà per esempio agli Stati Uniti di sbloccare e mettere a sua disposizione i milioni di dollari del governo venezuelano bloccati da tempo su conti statunitensi per via delle sanzioni imposte al Venezuela.

"La mia gente in queste ore sta scendendo in strada in tutto il Venezuela per appoggiare l'autoproclamazione di Juan Guadò: la fame e la disperazione hanno portato a questa situazione".

Il 23 gennaio 2019, durante la manifestazione antigovernativa convocata dall'opposizione a Caracas e in altre città del Venezuela, Juan Guaidó, 35 anni e da pochi giorni presidente del parlamento, si è autoproclamato presidente ad interim del paese. Un Paese con l'economia tra le più fiorenti fino agli anni Settanta e ridotto alla miseria più nera a partire dagli anni Novanta, quando Hugo Chavez, a capo del Partito Socialista Unito del Venezuela, vince le elezioni e diventa il nuovo capo dello stato con un programma marxistae dichiaratamente ostile al capitalismo. "Incoraggiamo gli altri governi dell'emisfero occidentale a riconoscere Guaidó come presidente ad interim del Venezuela e lavoreremo in modo costruttivo per sostenere i suoi sforzi per ripristinare la legittimità costituzionale".

Mentre gli Stati si dividono tra sostenitori di Maduro (tra cui Russia e Cina) e di Guaidò (Usa e molti latinoamericani), l'Ue resta prudente sulla situazione e non si schiera né con il sostegno di Trump a Guaidò, tantomeno con il fronte dei Paesi che sostengono il chavismo. "Ha chiesto la libertà e uno Stato di diritto". Parigi, invece, fa un passo in avanti: "Dopo l'elezione illegittima di Nicolás Maduro nel maggio 2018, l'Europa sostiene il ripristino della democrazia".

Il vicepremier Matteo Salvini si è pronunciato contro la linea di Vladimir Putin - che fin da subito aveva espresso solidarietà a Maduro e si era augurato che le cose potessero volgere a suo favore - e ha dichiarato alla stampa: "È stato lui [Maduro] ad affamare il popolo venezuelano". Ricalcando lo slogan di Obama, Guaidó ha dichiarato: "Sì, se puede!". La polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro alcuni dei cortei.

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