Crea sfata un mito, il sale dell'Himalaya rosa perché impuro

Barsaba Taglieri
Gennaio 23, 2019

Il sale rosa dell'Himalaya gode probabilmente di un prestigio non meritato.

Ghiselli - dirigente del Centro di Ricerca Crea-Alimenti e nutrizione - ha spiegato che la colorazione del sale deve essere attribuità alle impurità e alla presenza di diversi minerali fra i quali ferro, zinco, magnesio e calcio e soprattutto all'ossido di ferro. In particolare non avrebbe alcuna proprietà benefica per la nostra salute, è da considerare impuro rispetto a quello marino e costa il doppio. Le sostanze in questione, non essendo presenti in quantità tali da apportare alcun beneficio, non apporterebbero tutti qui benefici osannati da coloro che ne fanno uso. Insomma avrebbe gli stessi pregi e difetti del comune sale bianco, pertanto non è da ritenersi un rimedio per ritenzione idrica, tiroide e ipertensione. E soprattutto non arriva dal monte più altro del mondo; la maggior parte del sale rosa proviene dalla miniera di Kewhra a 300 km a sud della catena Himalayana, in Pakistan. Secondo il magazine statunitense Atlantic, le foto di Instagram che hanno come hashtag #pinksalt sono più di 70 mila e sono in continua crescita, grazie anche alla spinta di chef e blogger di ogni tipo, mentre abbondano libri dedicati alle proprietà di questo antico sale asiatico e gli oggetti come le lampade.

La "rosa mania" non ha riguardato soltanto il sale. Ricordiamo infatti che dalla Spagna è arrivato "Lagrimas de Unicornio", il vino rosa - ma non rosè - un vero e proprio color pastello, dal gusto molto dolce e con una gradazione alcolica di 11,5 gradi.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE