Un altro barcone alla deriva con 100 persone

Bruno Cirelli
Gennaio 21, 2019

117 morti sono una fila mai vista neanche alla Posta, che è famosa per le file lunghe. In serata Palazzo Chigi - dopo aver sottolineato che "i trafficanti di esseri umani hanno riapprofittato di questo weekend di mare calmo per agire nuovamente" - fa sapere di essere "in continuo contatto con la Guardia costiera libica perché effettui questo ulteriore intervento e metta in sicurezza i migranti a bordo". Alle 11 abbiamo ricevuto la loro prima posizione. Un bambino e' incosciente o morto.

Intanto, la circostanza che i libici non rispondono al telefono è confermata da gli attivisti della nave Sea Watch che ieri hanno messo in salvo 47 migranti - tra cui 8 minori non accompagnati - soccorsi su un gommone a 50 miglia al largo delle coste libiche e anche loro in difficoltà in mezzo al Mediterraneo.

"Roma e Malta ci hanno istruito di contattare la guardia costiera di Tripoli come autorita' competente" per il soccorso della barca con 100 Migranti a bordo al largo di Misurata, scrive poco dopo su Twitter Alarm Phone. "Abbiamo chiamato sette numeri differenti della sala operativa della cosiddetta Guardia costiera di Tripoli - raccontano i volontari - ma non abbiamo ricevuto risposta. Attualmente è ancora in mare un gommone con un centinaio di persone in acque territoriali libiche - si osserva ancora - a circa 60 miglia dalla terraferma". "Nessuno ci dà informazioni, non sappiano cosa fare, quale sarà il porto dove attraccare", dicono dall'equipaggio, che però nel frattempo ha intercettato l'allerta lanciata da Alarm Phone e si avvia verso il barcone in avaria avvistato questa mattina. "Alle 11 abbiamo ricevuto la loro prima posizione, ma la situazione era calma e ci chiedevano di restare in standby mentre tentavano di utilizzare un motore". Poi "alle 13:10 abbiamo scritto email a Roma, Malta e Libia - conclude la nota - chiedendo di chi fosse il coordinamento". Erano a 12 miglia piu' a est e avevano problemi di navigazione. Il natante sta imbarcando acqua. Le persone a bordo "vogliono che noi chiediamo aiuto, a prescindere dal fatto che questo potrebbe comportare un possibile ritorno in Libia". "Abbiamo provato a contattarli ma, quando ci siamo riusciti, la comunicazione si è rivelata estremamente complessa e hanno riagganciato". "Sono nel panico - riporta su Twitter il sistema di allerta -, il nostro staff sta cercando di calmarli, ma nell'ultima ora abbiamo sentito più volte persone urlare". Abbiamo informato Malta e Italia su questo e abbiamo ricevuto da Roma un settimo numero, ma anche questo non funziona.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE