Bimbo nel pozzo: il terreno roccioso ostacola i lavori

Bruno Cirelli
Gennaio 21, 2019

Le speranze di ritrovare in vita il bambino sono ormai ridotte a un filo (IL ROBOT SONDA USATO PER LE RICERCHE). Quando il tunnel verticale raggiungerà gli 80 metri di profondità, il livello in cui si troverebbe il bambino, dei minatori dovranno scavare a mano un canale di collegamento con il pozzo. I soccorsi sono stati repentini e circa 300 persone si stanno impegnando nel recupero del piccolo. La larghezza del pozzo, di soli 25 centimetri, ha reso impossibile l'immediato recupero del bambino, per questo motivo sul luogo del tragico incidente è stato installato un vero e proprio cantiere. Gru e ruspe si sono messe subito a lavoro per creare un tunnel parallelo grazie al quale raggiungere il piccolo Julen, che si troverebbe ad una profondità di 72 metri.

I lavori per la perforazione, come precisato dal quotidiano spagnolo El Pais, sono iniziati solo ieri pomeriggio, intorno alle 14: la pioggia incessante, infatti, ha rallentato le operazioni. L'impresa però, già di per sé molto difficile, ha incontrato diversi ostacoli a causa del maltempo e della conformazione rocciosa del terreno: l'ultimo risale a questa mattina. Nonostante ciò i soccorritori non demordono: una volta completato lo scavo, entreranno i minatori che a mano abbatteranno la parete di circa 4 metri che li separa dal piccolo Julen. Una storia, quella del bimbo, che ha rapidamente varcato i confini nazionali raggiungendo un po' tutto il mondo: sul posto si è nel frattempo recato anche il presidente andaluso Juan Manuel Moreno che insieme ai soccorritori ha fatto il punto della situazione, per poi recarsi a casa della famiglia del piccolo per esprimere loro la sua vicinanza e attenzione per quanto sta accadendo. "È come se Julen fosse figlio di tutti", ha detto Angel Garcia Vidal, l'ingegnere che coordina le operazioni.

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