Napoli, la sfida più difficile: Ancelotti senza quattro insostituibili

Rufina Vignone
Gennaio 20, 2019

L'allenatore del Napoli, Carlo Ancelotti, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, in cui ha raccontato vari retroscena della trattativa con De Laurentiis per arrivare a Napoli e della sua squadra, tra campo e mercato. In Premier non c'era spazio e io volevo tornare ad allenare tutti i giorni. "Napoli è la soluzione perfetta per me". "De Laurentiis l'ho incontrato per la prima volta il giorno che mi i giornalisti mi hanno beccato nell'hotel di Roma, quando stavo andando a firmare".

Sul rapporto con De Laurentiis: "Con De Laurentiis ci sentiamo due volte a settimana, di solito".

Non suggerisce la formazione. Gli ho detto che se un giorno mi fa la formazione io gli organizzo il cast per un film. "Prendo De Niro, Ryan Gosling, Di Caprio, Bradley Cooper, Chris Payne e la nostra amica Zoe Saldana". I primi tre non a caso sono i tre giocatori più impiegati in stagione: 2241' complessivi per Koulibaly, 1912' per Allan e 1884' per Insigne. Barella è forte, Lozano mi piace da morire. "Ma adesso mi tengo la mia squadra, che è un'ottima squadra". "Ora dobbiamo tenere vivo il campionato, non siamo ancora al 100%". La squadra non ha ancora dato il 100 per cento.

Se non preoccupa più di tanto l'assenza del capitano, visto il rendimento notevole di Fabian anche in versione centrocampista (in alternativa a Zielinski), lo stesso non si può dire negli altri reparti. "C'è un velo di cattiveria in quel 'fuori dalla Champions'". "Nel nostro girone di Champions c'erano due potenziali vincitrici, PSG e Liverpool, noi siamo stati in corsa fino all'ultimo - ha spiegato -". In campionato ci proveremo fino in fondo ma se vincerà la Juve non sarà una grande novità. "Cristiano, il nostro Cristiano (Giuntoli, ndr) ha fatto i miracoli". Esperienza più formativa della mia carriera? Baggio che è uno dei più grandi talenti del calcio italiano, perché avevo Chiesa e Crespo e puntavo ad un calcio che ingabbiava i giocatori e non prevedeva il trequartista, ruolo che Roberto aveva richiesto. Gli ho cucito addosso il vestito, Sul Bayern: "Perché non andò come avrei voluto? Quelli che possono fare qualcosa sanno a cosa mi riferisco". Al Real la formazione la moficavi raramente.

Capitolo razzismo: sulla differenza tra sospensione della partita e interruzione. Certo, avevo anche il giovane Morata.

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