Migranti, Papa Francesco: "Mai farsi rubare la speranza"

Bruno Cirelli
Gennaio 19, 2019

CITTÀ DEL VATICANO "I migranti sono una risorsa, un arricchimento per la nostra società".

"Come la storia umana, la storia della salvezza è stata segnata da
itineranze di diverso genere - migrazioni, esili, fughe, esodi - tutte
comunque motivate dalla speranza di un futuro migliore altrove". E "il viaggio dei migranti non è sempre un'esperienza felice", sottolinea il Pontefice, "basti pensare ai terribili viaggi delle vittime della tratta".

"Migranti, rifugiati, richiedenti asilo, sfollati e vittime della tratta - si legge poi nel documento - costituiscono segmenti sovrapposti di minoranze in pericolo". [VIDEO] Il primo esempio per eccellenza è stato quello di Gesù e della sua famiglia, costretti, dopo la nascita del Cristo ad abbandonare la propria terra e fuggire in Egitto per scampare alla furia omicida del re Erode. "E anche quando l'itineranza è stata indotta con intenzioni criminali, come nel caso della tratta, non bisogna lasciarsi rubare la speranza di liberazione e di riscatto", aggiunge Bergoglio. Nella Sua infinita misericordia, Dio elargisce liberamente la Sua grazia in ogni circostanza.

Papa Francesco torna ad insegnare e sensibilizzare il mondo cristiano sull'importanza dei migranti per la società odierna. "Mi auguro che questa raccolta di insegnamenti e riflessioni possa illuminare i nostri passi sulle strade della speranza, fornendo spunti d'ispirazione per la preghiera, la predicazione e l'azione pastorale". Si tratta di un evento che avrà luogo nella capitale francese il prossimo 20 gennaio e che ha già al suo attivo diverse edizioni in passato. A qualche settimana dal summit degli episcopati mondiali sulla pedofilia - convocato da Francesco per sedare la rivolta della Chiesa americana - il gruppo internazionale di donne cattoliche impegnate da anni a far ascoltare maggiormente la voce femminile nei processi decisionali della Chiesa, Voices of Faith, è di nuovo intervenuto nel dibatitto in corso con una lettera aperta nella quale si denuncia (ancora una volta) la mancanza di chiarezza su chi parteciperà, su quali procedure si voterà, su chi saranno le voci delle vittime ascoltate durante il seminario di febbraio.

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