Cosa sappiamo del naufragio di migranti al largo di Tripoli

Bruno Cirelli
Gennaio 19, 2019

Roma, 19 gen. (AdnKronos) - A bordo del gommone naufragato ieri nel Mediterraneo, sulla rotta Libia-Italia, "c'erano 120 persone". Nel pomeriggio un aereo della Marina militare ha avvistato un gommone in precarie condizioni di galleggiamento e, dopo aver lanciato due zattere in mare, ha lasciato l'area per mancanza di carburante. Sono stati recuperati da un elicottero della Marina italiana. Successivamente, un elicottero della nave Duilio ha recuperato un naufrago in mare e due sulle zattere in ipotermia, mentre altre 3 persone sono state viste in mare senza alcun apparente segno di vita. A dirlo all'Oim sono i tre superstiti, due sudanesi e un gambiano, ora a Lampedusa, portati lì dalla Marina Militare.

Continuano invece le ricerche dei dispersi; la guardia costiera libica ha dirottato sul posto il mercantile Cordula Jacob battente bandiera della Liberia.

Hanno riferito, spiega il portavoce dell'Oim, Flavio Di Giacomo, di essere partiti giovedì in 120 su un gommone che si è sgonfiato dopo circa undici ore di navigazione, e le persone via via sono cadute e la maggior parte annegate.

Ma nessuno, evidentemente, è intervenuto. Sea Watch sostiene di aver chiamato l'Mrcc Italia (Maritime rescue coordination centre) che "rifiuta di dare informazioni" sostenendo che "la Libia è responsabile del caso". Tre ore dopo, è arrivata la comunicazione dellla Marina italiana.

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