Mercato auto immobile nel 2018, Italia peggio delle altre

Paterniano Del Favero
Gennaio 18, 2019

"Il mercato europeo - spiega - chiude il 2018 con una variazione sostanzialmente nulla rispetto all'anno precedente (-0,04)". Ma l'anno dei 28 più Paesi Efta (Svizzera, Islanda e Norvegia) si chiude però con un nuovo dato negativo: a dicembre sono state vendute 1.038.984 vetture, l'8,7% in meno dello stesso mese dell'anno precedente. Secondo i dati dell'Acea, l'associazione delle case automobilistiche europee, nel 2018 sono state immatricolate 15.624.486 autovetture, lo 0,04% in meno del 2017. In tutto l'anno ha immatricolato in Europa (28 stati più le nazioni aderenti all'EFTA) oltre 1 milione 21 mila veicoli, con una quota del 6,5 per cento. Tra i brand del gruppo registra un balzo del 55,6% Jeep (168.674 unità vendute). La Brexit certo non ha aiutato (la Gran Bretagna è uno dei mercati che ha frenato di più), al pari del quadro economico generale; ma sul settore ha inciso molto anche l'accanita e in gran parte ingiustificata lotta al diesel e il cambio della procedura di omologazione per le emissioni che ha costretto tutti i costruttori ad un corposo lavoro supplementare ed un rallentamento della produzione.

Il risultato del 2018 - sottolinea il Csp - non è negativo anche perché chiude in crescita la maggior parte dei mercati nazionali e in sostanziale pareggio (-0,8%) il gruppo dei cinque maggiori mercati che valgono il 71,7% delle immatricolazioni dell'area. "Oltre alla demonizzazione del diesel peserà sulla domanda il peggioramento della congiuntura economica". Andamento opposto per Francia e Spagna: i primi crescono del 3% e si attestano a quota 2.173.481 nuove targhe; in forte ripresa il paese iberico con 1.321.438 vetture vendute, +7% (variazione di poco inferiore a quella del 2017).

Per quello che riguarda il mercato italiano, il Centro Studi Promotor sottolinea che il risultato del 2018 segna una battuta d'arresto nella fase di crescita con tassi abbastanza sostenuti delineatasi a partire dal 2015. Questo sistema di bonus-malus, secondo il Centro Studi Promotor, determinerà, infatti, un calo delle immatricolazioni di circa 100.000 unità. "L'Italia, alle condizioni attuali e alla luce delle nuove tassazioni, non sembra poter dare il suo contributo positivo".

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