Mario Draghi, l'economia europea è meno florida del previsto

Paterniano Del Favero
Gennaio 18, 2019

"Oggi, le nostre economie sono integrate ad un punto che non era immaginabile quando l'euro fu progettato". "Quindi, - aggiunge - non c'è spazio per abbassare la guardia; serve ancora un ammontare significativo di stimolo di politica monetaria, per sostenere l'ulteriore rafforzamento delle pressioni e gli sviluppi dell'inflazione nel medio termine".

Draghi sottolinea comunque che grazie all'euro sono arrivati "due decenni di stabilità dei prezzi", che hanno restituito alla gente la "fiducia nel valore dei propri risparmi", che è "una delle condizioni della prosperità".

"L'euro ha prodotto due decenni di stabilità dei prezzi anche in paesi in cui questa memoria era da tempo perduta". Lo ha detto il Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, durante le celebrazioni per i venti anni della moneta unica in aula a Strasburgo. Secondo Draghi l'attuale incertezza politica "mette in discussione alcuni dei pilastri su cui è stato costruito l'ordine del dopoguerra", come con la Brexit o con il rifiuto del multilateralismo. Tutto questo "ha un costo", vale a dire una "minore fiducia" delle imprese e dei consumatori, cosa che si ripercuote negativamente sulle dinamiche dell'economia.

(Teleborsa) - "In alcuni Paesi non tutti i benefici dell'euro sono stati compresi in pieno".

"Oggi la maggior parte delle sfide sono globali - ha scandito - e possono essere affrontate solo insieme". In parte perché le riforme a livello nazionale sono necessarie, e lo sarebbero con qualunque sistema monetario, per produrre crescita sostenibile; in parte perché l'Unione economica e monetaria rimane incompleta. "È questa unione che esalta la capacità dei singoli paesi di mantenere la sovranità sulle questioni rilevanti, sovranità che altrimenti andrebbe persa in questo mondo globale", ha continuato il presidente della Bce. Draghi ricorda che dopo la crisi sono stati fatti "grandi progressi, ma occorre ancora lavorare: non c'è alternativa a un futuro in cui continueremo a lavorare insieme per rendere l'unione monetaria un motore di prosperità ancora più forte per tutti gli Stati membri".

Non è mancato un passaggio sulla regolamentazione dei mercati finanziari internazionali, che è stata ridisegnata dopo la crisi finanziaria globale.

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