Bambino caduto nel pozzo: primo tentativo di salvataggio fallito

Bruno Cirelli
Gennaio 18, 2019

Il bimbo stava giovando con il cugino quando è caduto in un pozzo profondo 100 metri e largo solo 25 centimetri.

Sulla corsa contro il tempo si sono accesi i riflettori di tutta la Spagna, con il premier Pedro Sanchez che ha espresso vicinanza ai genitori e la regina Letizia che ha chiamato il sindaco di Totalan. Il pianto labile che si sentiva all'inizio, ora non c'è più. "Vogliamo ringraziare per la solidarietà e gli aiuti che stanno arrivando ai genitori di Julen, e applaudire chi sta lavorando giorno e notte nelle operazioni di salvataggio", è il messaggio che ha letto con commozione Patricia Calderon, una vicina della famiglia. Le parole del papà José Roco che sfoga la sua rabbia per la lentezza delle operazioni. A complicare ulteriormente il quadro, c'è il fatto che non esistono documenti che illustrino com'è fatto il pozzo, che risulta illegale.

Questa tragedia, ci riporta con la memoria alla sera del 10 giugno 1981, quando il piccolo Alfredino Rampi di soli 6 anni, cadde dentro un pozzo artesiano vicino a Frascati. Finora nessun contatto vocale è stato stabilito con Julen. Questa opzione è risultata essere impercorribile a causa dell'elevata instabilità del terreno.

"Lei può credere che stamattina alle 11,00 si è saputo che sarebbe venuto un camion da Cadice per rimuovere la terra e che hanno aspettato che arrivasse per spianare la strada?", ha protestato il padre del bimbo, che due anni fa aveva già perduto il primogenito di tre anni, Oliver, colpito da un infarto mentre giocava sulla spiaggia.

La Guardia Civile, al momento del soccorso, ha introdotto nel pozzo una telecamera robotica con illuminazione.

"In secondo luogo si scaverà un pozzo parallelo" a quello nel quale è precipitato il bambino, ha dettagliato il portavoce.

Maria Gamez, viceprefetto di Malaga, ha detto ai media: "Non saranno risparmiati mezzi nell'operazione di salvataggio". "Siamo tutti fiduciosi che è vivo".

L'intera Spagna assiste col fiato sospeso all'agonizzante ricerca. Per questo motivo, si sta pensando ad un'alternativa, quella di tentare di salvare il piccolo sia attraverso un nuovo tunnel verticale sia attraverso un tunnel obliquo. La sonda procede molto lentamente perché il pozzo è ostruito dalla terra franata dalle pareti che le squadre dei soccorsi stanno rimuovendo con l'aiuto di un potente estrattore.

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