Spagna: lotta contro il tempo per salvare Yulen caduto nel pozzo

Bruno Cirelli
Gennaio 17, 2019

Il rumore delle trivelle con cui i soccorritori provano a scavare una cavità parallela per raggiungere il piccino, precipitato domenica nella fossa di prospezione per l'acqua mentre giocava nei campi a Totalán, vicino Malaga, scandisce il ritmo dei minuti, che corrono inesorabili.

Mentre il robot sonda procede in profondità, i soccorritori stanno contemporaneamente togliendo tutti i detriti che ostruiscono il passaggio e che sono il risultato di una frana avvenuta nella pozza nei giorni scorsi. Moltó ha spiegato che stanno valutando tre diversi approcci. nella prima fase verrà rimosso con estrema cautela il materiale franato ai 78 metri utilizzando una potente pompa aspiratrice. L'uomo ha ringraziato per l'appoggio che con la moglie Vicky stanno ricevendo da "tutte le persone che ci danno forza, le imprese che offrono aiuto, gli psicologi, la guardia civile e tutti quanti stanno lavorando giorno e notte senza tregua". A dare l'allarme, fra grida disperate, uno dei familiari che lo ha visto cadere. Il robot ha per ora raggiunto solo un sacchetto di caramelle che il bambino aveva con sé al momento della caduta. Alfredino Rampi morì in un incidente analogo, aveva sei anni.

"In secondo luogo si scaverà un pozzo parallelo" a quello nel quale è precipitato il bambino, ha dettagliato il portavoce. Il 10 giugno del 1981 il bambino, 6 anni, cadde in un pozzo artesiano a Vermicino, vicino a Roma. E restano per ora senza risposta anche altri inquietanti interrogativi - perché il pozzo, scavato di recente, non era stato recintato? - che saranno oggetto di un'inchiesta giudiziaria. Il brigadiere Giorgio Serranti decise di ispezionare il pozzo, e infilando la testa riuscì a sentire i flebili lamenti di Alfredo. "E dove andrei? Sono già così lontano da mio figlio", lo sfogo tra le lacrime.

Il profondo pozzo dove è intrappolato il piccolo Yulen. Moltissimi si offrirono volontari per scendere nei cunicoli: atti di coraggio e generosità, che però fecero più danni. La diretta fiume Rai, iniziata dopo l'annuncio incauto del capo dei Vigili del Fuoco che il recupero di Alfredo si sarebbe risolto a breve e sarebbe andato a buon fine, venne aspramente criticata, tanto che in quell'occasione venne coniata l'espressione "tv del dolore".

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