Claudio Baglioni "figlio" di Lampedusa nella bufera, Martello: "Merita rispetto"

Ausiliatrice Cristiano
Gennaio 12, 2019

"Ho conosciuto Claudio Baglioni" e "lo stimo non solo per le sue grandi qualità artistiche: è un uomo che merita rispetto". Anzaldi aveva già affrontato l' argomento con un tweet: "Povero Baglioni, conduttore del principale evento tv Rai Sanremo censurato dalla Rai: il Tg2 ha dato spazio alla replica di Salvini sui migranti senza riportare le parole del cantautore". A Lampedusa già 25 anni fa si avvertiva il fenomeno degli sbarchi, ma l'intenzione della mia manifestazione e degli oltre 300 artisti che hanno partecipato, era quella di dire 'noi siamo preoccupati di quanto sta accadendo, con viaggi 'irregolari'. Il nostro e non solo è un paese rancoroso, guardando tutti con sospetto anche la nostra ombra. "Le misure messe in atto dall'attuale governo e dai precedenti non sono assolutamente all'altezza della situazione". Penso che ora siamo di fronte ad una grana davvero grossa. E questa volta non fra i giovani, ma tra i Big! Ora invece stiamo ricostruendo muri, non li abbiamo mai abbattuti. E non credo che questo faccia la felicità degli esseri umani. Gli artisti hanno questo straordinario regalo di potere essere i trombettieri di qualche buona battaglia. L'artista ha così parlato: "Se la situazione non fosse drammatica, ci sarebbe da ridere". Non si può risolvere il problema di milioni di persone in movimento bloccando lo sbarco di 15 persone. Trattasi di pura opinione che qualunque cittadino potrebbe esprimere.

Dopo le parole di Claudio Baglioni sul tema migranti, si schiera a suo favore anche Claudio Bisio, che vedremo, insieme al cantante, cavalcare il palco dell'Ariston e condurre il festival di Sanremo. Baglio, da sempre, "figlio" dell'isola di Lampedusa, ha voluto dire la sua in sede di conferenza stampa.

Dinanzi a questa notizia, Bisio ha commentato:No, non è possibile, mi dica che è una fake news [.] Ma se davvero è così, allora devo rifletterci un attimo. "Diciamo che sto un po' con l'uno e un po' con l'altro. Non sono razzista, ben vengano tutti ma bisogna darsi una regolata". Basti pensare a canzoni come 'Uomini Persi' o 'Ninnananna Nannaninna' che nel 1974 fu addirittura censurata.

Forse pochi ricordano la sua partecipazione (contestatissima) a Torino per Amnesty International, ad esempio, e il concerto per la FAO. La lirica, la musica folk, la classica, la sinfonica sono musiche elitarie, che tendono a conservarsi.

-È vero che per conferire con il direttore artistico è stato necessario ed è tuttora necessario passare dal suo impresario, immancabile a qualsiasi riunione inerente il Festival? L'anno scorso fu un altro attore, Pierfrancesco Favino, a portare il dramma dell'esilio e dell'emarginazione tra i fiori e l'orchestra, un pezzo di bravura, merce rara nel regno dell'intrattenimento nazional-popolare. O si è dimenticato anche quello?

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