Migranti sbarcano a Malta, 25 attesi in Italia?

Bruno Cirelli
Gennaio 11, 2019

"Abbiamo fatto tanto in sei mesi e i due partiti al governo hanno il 60% della fiducia degli italiani, caso più unico che raro", ha aggiunto.

Le dichiarazioni del vicepremier sulle promesse non mantenute dagli altri paesi Ue hanno innescato un nuovo botta e risposta con il governo maltese, che in una nota ha espresso "sdegno e sorpresa per le false accuse del ministro Salvini" e ha invitato il governo italiano a "rivedere i suoi dati e astenersi dal ripeterle in futuro". Il vicepremier aveva detto che "i Paesi europei si erano impegnati a prendere 650 migranti sbarcati in Italia, ma solo 150 sono stati effettivamente redistribuiti". Così il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio dopo che nel corso di una conferenza stampa a Varsavia il ministro degli Interni italiano ha bocciato l'accordo sostenuto dal Presidente del Consiglio Conte per la redistribuzione dei 49 migranti delle navi di Sea Watch e Sea Eye. "Stiamo lavorando a un'Europa che guarda avanti, più libera, più rispettosa, un'Europa diversa con tanti movimenti". Una frase che ha un significato semplice: se vuoi sapere chi entra in uno Stato via mare, devi esserci in mare.

Ora Salvini risponde piccato a La Valletta. La tensione nel governo rimane altissima e non solo sulla politica per le migrazioni. Lo ribadisce infatti per tutta la giornata e durante lo stesso incontro con Conte e Di Maio, scrive su Twitter: "Io non mollo". Io sono accusato di cattivismo, razzismo, fascismo, ma voglio bloccare il traffico degli scafisti. "Non ci sarà nessun arrivo in Italia finché l'Europa non rispetterà gli impegni presi (a parole) con l'Italia, accogliendo i 200 immigrati sbarcati in estate tra Pozzallo e Catania che dovevano già essere ricollocati".

Secondo fonti di Governo, l'analisi della commissione di esperti istituita dal ministero sulla questione Tav sembra orientata a bocciare l'opera ma diversi ministri, soprattutto dalla Lega, pressano per un supplemento di riflessione. Il no all'opera rischia tra l'altro, spiegano, di provocare la 'ritorsione' dei francesi su Fincantieri.

Rimane aperto ancora in nodo Consob.

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