De Andrè, un'assenza incolmabile che dura 20 anni

Ausiliatrice Cristiano
Gennaio 10, 2019

In occasione dei vent'anni dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè, Vincenzo Mollica ha raccolto le sue interviste all'indimenticabile cantautore genovese, molte delle quali in esclusiva, punteggiate da alcuni dei suoi brani più belli.

Saranno presenti Dori Ghezzi e Cristiano De Andrè che ricorderanno Fabrizio insieme ai personaggi dello spettacolo che lo hanno conosciuto o interpretato: Gino Paoli, Neri Marcorè, Fabio Fazio, Antonio Ricci, Morgan, Mauro Pagani e Luca Bizzarri. A vent'anni dalla scomparsa, venerdì 11 gennaio, alla sala Comparetti della Biblioteca Umanistica dell'Università di Firenze si terrà una serata dedicata a Fabrizio De André (piazza Brunelleschi, 4, ore 21). Una giornata aperta a tutti, da non perdere, a cui invitiamo soprattutto i giovani e gli studenti che hanno partecipato al progetto di Regione Liguria "Cantautori nelle Scuole", studiando le canzoni di Faber in classe, nell'ambito delle lezioni di letteratura.

Fabrizio De André in tour: esposizione di alcuni tra i più significativi manifesti e locandine dei 7 tour di Fabrizio De André, a cura di Laura Monferdini, responsabile contenuti viadelcampo29rosso e grande collezionista.

Sono già passati 20 anni da quando Fabrizio De André ci ha lasciati. E nel descriversi riesce a raccontare un Fabrizio De André a tratti inedito, dai comportamenti spesso inattesi, che a volte stupiscono e ci fanno sorridere e che ci danno l'ennesima conferma della sua grandezza artistica. Infatti, alle 15, nel salone del Maggior consiglio, sempre a palazzo Ducale, la famiglia di De Andre', nella sua unica uscita pubblica, partecipa a "Il mio Fabrizio", un incontro tra pubblico e artisti per rivivere la vita del cantante. Sarà un pomeriggio di ricordi, emozioni, musica, parole e anche qualche improvvisazione. Le donne che incontriamo nei testi sono mamme, sono figlie, sono anziane o giovanissime, sono in carriera o vittime degli eventi e degli uomini, ma tutte con un carico umano straordinario e caratterizzate da infinita bellezza. I giornali? Io non vendo sogni.

"Storia di un impiegato è un'opera adatta per capire i sogni di chi credeva in un mondo migliore, di coloro che non si accontentavano di un lavoro qualsiasi solo per sbarcare il lunario". Questo suo modo di approcciarsi alla realtà, questo suo sguardo diretto su tutto ciò che gli sta attorno, diventa uno stimolo per i fotografi che gestiscono la loro espressività evidentemente alla stessa maniera, cioè con l'attenzione rivolta al reale. La voce fuori campo è inconfondibile, così come lo è la figura che passeggia in via Mazzini e alla Fortezza di Sarzanello: camicia rossa, jeans e l'immancabile sigaretta in mano, Fabrizio De Andrè si racconta così ai microfoni Rai, poche ore dopo il suo concerto a Sarzana.

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