Salvini gela il M5s: serve quorum per il referendum propositivo

Bruno Cirelli
Gennaio 9, 2019

Ora Salvini però frena. Il ministro Fraccaro spiega, sul Blog delle Stelle, che "la proposta per introdurre una forma di iniziativa legislativa rafforzata prevede che 500.000 cittadini possano elaborare un progetto di legge da sottoporre al Parlamento, che avrà 18 mesi di tempo per esaminarlo". "Detto questo, - chiarisce - sulle riforme costituzionali la centralità spetta al Parlamento e non al Governo". "Saranno quindi le Camere, non il ministro Salvini né il ministro Fraccaro, a deliberare in merito al quorum per il referendum propositivo, con la consapevolezza che le riforme richiedono quanto meno il tentativo di costruire il maggior consenso possibile e di ascoltare tutti, soprattutto le opposizioni". "La Svizzera è un modello però un minimo di quorum bisogna metterlo, altrimenti qua si alzano in 10 la mattina e decidono cosa fare". Anzi, un referendum propositivo col quorum ridotto avrebbe la funzione "legittimante" di una verifica periodica della rispondenza del Parlamento al volere dei suoi datori di lavoro: un salutare "recall" per tenere i parlamentari sulla graticola ed evitare che si sentano onnipotenti e sciolti dagli obblighi con chi li ha mandati lì. "Non si può eliminare del tutto l'esigenza (del quorum, ndr) affidandosi al solo voto dei partecipanti, lasciando la strada aperta a possibili dittature di minoranze", sottolinea Stefano Ceccanti a nome dei Dem, convinti anche della necessità di indicare espressamente limiti sugli argomenti dell'iniziativa popolare. Il deputato Pd critica anche l'ipotesi di portare consentire il referendum "anche su leggi di spesa o in materia penale: un conto è integrare una democrazia rappresentativa e un altro è scardinarla".

Tuttavia, considerando le dichiarazioni e ancor di più gli emendamenti presentati o in corso di presentazione da parte delle varie forze politiche, sembrano ben poche le speranze di approvazione del referendum propositivo a quorum "zero". Ma il Movimento 5 Stelle non ci sta, insiste sul "quorum zero" e ricorda che così è scritto nel contratto di governo firmato da entrambi. Plauso di Salvini, invece, sul taglio degli stipendi dei parlamentari messo in agenda dal M5S: "E' sacrosanto". Insomma, l'emendamento della Lega potrebbe solo servire a "convincere" l'alleato di governo ad approvare la legge sulla quale punta Salvini in vista delle europee: la Lega fa un passo indietro sul quorum in cambio dell'ok M5s sulla legittima difesa. Ma il capogruppo M5s alla Camera D'Uva afferma: "Siamo convinti di trovare un accordo come abbiamo fatto finora, perché con la Lega abbiamo sempre discusso in maniera sana e continueremo a farlo anche su questi due provvedimenti".

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