Morto Fernando Aiuti, pioniere della lotta all'Aids

Barsaba Taglieri
Gennaio 9, 2019

Ottantatré anni lo scienziato è caduto per le scale dell'ospedale Agostino Gemelli dove aveva lavorato fino allo scorso 20 dicembre.

Il professore era ricoverato nel reparto di Medicina Generale, per "il trattamento di una grave cardiopatia ischemica da cui era da tempo affetto e che lo aveva già costretto ad altri ricoveri ed a trattamenti anche invasivi". Sul caso sta facendo comunque accertamenti la procura di Roma, che ha aperto un fascicolo e ha disposto un sopralluogo: non si esclude che Aiuti possa essersi suicidato. "La morte è sopravvenuta per le complicanze immediate di un trauma da caduta dalla rampa delle scale adiacente il reparto di degenza", si legge in una nota del Gemelli.

"È morto Fernando Aiuti, il mio uomo del bacio, grande immunologo e uomo, con lui ho litigato tantissime volte".

È stato Aiuti che nel 1985 fondò l'Associazione Nazionale per la lotta contro l'Aids (Anlaids), di cui era presidente onorario.

Salì agli onori della cronaca nel 1991 quando baciò Rosaria Iardino, sieropositiva da otto anni, per dimostrare che l'Hiv non si poteva contrarre con un bacio. Un bacio che fece molto scalpore ma che ruppe il muro di disinformazione sulla lotta all'Aids. Fernando Aiuti, per quasi trent'anni professore ordinario di Medicina Interna, Direttore e Docente della Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia Clinica, coordinatore del Dottorato di Ricerche in Scienze delle Terapie Immunologiche presso l'Università "La Sapienza" di Roma, era ancora in attività come specialista in Malattie Infettive e Immunologia Clinica. La sua fama si deve soprattutto al suo impegno a sostegno dei malati di Aids. Si tratta della prima associazione italiana nata per fermare la diffusione del virus HIV, sostenendo la ricerca, ma anche organizzando campagne di prevenzione e informazione.

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