Decreto sicurezza, il portavoce di Orlando insulta Salvini

Bruno Cirelli
Gennaio 9, 2019

Che poi sia un tema che appassioni lo conferma anche il fatto che sono stati tantissimi i tentativi di votare il sondaggio due o più volte, ma il sistema automaticamente registrava i doppi voti, annullandoli ed evitando che potessero influire sull'esito finale.

Sulla decisione di sospendere il decreto legge che blocca l'iscrizione all'anagrafe di richiedenti asilo, Orlando ha detto che "se c'è qualche magistrato che pensa che io abbia commesso un reato, per favore mi indaghi". Da mesi, ormai più di 6 mesi, annuncia che verrà a consegnare ai palermitani delle ville confiscate, ma oltre gli annunci niente. La polemica sul decreto sicurezza tra il vicepremier Matteo Salvini e i sindaci italiani ha registrato un nuovo episodio, di poco conto forse, ma significativo: l'espressione colorita, il tipo intercalare "suca" con cui Citrano ha replicato su Twitter ad un post del Ministro. "Noi, i palermitani, aspettiamo.P.s. le ricordo anche che ci sarebbero una quarantina di famiglie di palermitani nella lista di emergenza abitativa che aspettano lei per l'assegnazione di un alloggio confiscato".

Già a fine ottobre il ministro Salvini aveva annunciato la cerimonia di consegna e il Comune aveva comunicato all'agenzia l'intenzione di assegnarle al Centro servizi per il volontariato (Cesvop), all'Asp, per destinarlo all'assistenza dei minori autistici e la terza alla Consulta comunale per la pace e la cooperazione.

Nel suo post, Orlando fa infine un riferimento anche agli immobili da destinare all'emergenza abitativa. Ne dà notizia il Giornale di Sicilia di oggi.

"Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti ha poteri decisionali riguardo l'apertura dei porti e dimostra tutt'ora di essere in balìa delle decisioni nervose del ministro dell'Interno, in contrasto con le Convenzioni internazionali sul diritto del mare che vengono violate sistematicamente", riprende Orlando."Non c'è rispetto per le persone, non c'è sensibilità nei loro confronti".

Leoluca Orlando Cascio per primo ha disposto di non applicare il Decreto sicurezza di Salvini e deve avere dalla sua parte un'amministrazione motivata e coesa.

"La volgarità - scrive - è un errore in qualsiasi contesto". Lo e' ancora di piu' se permette di distogliere l'attenzione da problemi ben piu' gravi. "Sono pronto ad assumermi le responsabilità", ha scritto Citrano chiedendo scusa per quello che lui stesso definisce "un gesto stupido". "Ho sbagliato nel non valutare che la mia posizione di libero cittadino, inevitabilmente, si sovrapponeva al mio ruolo di dipendente pubblico e di componente dell'ufficio stampa del Comune di Palermo". Così, nelle schermaglie tra Ministro e Sindaco, anche il portavoce comunale ha detto la sua. Per questo chiedo pubblicamente scusa a Leoluca Orlando, oggi protagonista indiscusso di una battaglia di civilta' contro gli aspetti 'criminogeni' del cosiddetto 'decreto sicurezza'.

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