Usa, condannato a morte si suicida nella sua cella in carcere

Bruno Cirelli
Gennaio 8, 2019

L'uomo, 48 anni, condannato alla pena capitale nel 2007 per due omicidi commessi in Nevada e Arizona, aveva più volte sollecitato l'esecuzione per iniziezione letale chiedendo di non voler restare oltre nel braccio della morte.

Ciò nonostante, la sua esecuzione era stata sospesa per due volte all'ultimo minuto, nel novembre del 2017 e nel luglio del 2018, a seguito di un ricorso della casa farmaceutica Alvogen contro l'utilizzo di farmaci di sua produzione nel cocktail letale somministrato ai condannati a morte.

E così si è suicidato, impiccandosi nella sua cella con un lenzuolo appeso al condotto dell'aria. Al primo rinvio, Dozier aveva consegnato una nota scritta in cui diceva: "Sono stato molto chiaro sul mio desiderio di essere giustiziato, anche se è impossibile evitare la sofferenza". "Fatelo, fatelo rapidamente e smettetela di litigare", aveva poi dichiarato in un'intervista lo scorso agosto, dopo che il giudice aveva nuovamente bloccato l'esecuzione. Vere e proprie torture più volte denunciate dalle associazioni per i diritti civili americane e internazionali.

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