Istat, l'inflazione frena a 1,1 % nel mese di dicembre

Paterniano Del Favero
Gennaio 6, 2019

Considerando che a dicembre tredicesime e acquisti natalizi dovrebbero far aumentare consumi e prezzi, il dato registrato dall'Istat è alquanto sconfortante. Sono infatti gli "Energetici non regolamentati" (combustibili per l'abitazione e carburanti) a spiegare per lo più la frenata della crescita dei prezzi al consumo.

Ne dà notizia l'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) in base ai dati provvisori di dicembre che, se confermati, porteranno l'inflazione 2018 in Italia a +1,2% nell'anno, mentre, al netto degli alimentari freschi e dei beni energetici, la cosiddetta inflazione di fondo nell'anno registra un +0,7%.

Inoltre per i prodotti di largo consumo, la crescita dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona cala da +0,9% di novembre a +0,8% a dicembre. L'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è stabile a +0,7%.

"Gran parte" del rallentamento dell' inflazione è dovuto ai beni energetici non regolamentati (i cui prezzi decelerano da +7,8% di novembre a +2,6%) e, in misura minore, dai beni alimentari lavorati e dei servizi di trasporto. L'inflazione decelera sia per i beni (da +1,7% di novembre a +1,3%) sia per i servizi (da +1,4% a +1,1%); il differenziale inflazionistico tra servizi e beni rimane quindi negativo e pari a -0,2 punti percentuali (era -0,3 nel mese precedente).

Su base annua, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo ha segnato un +1,6%, contro il +1,9% di novembre e il +2,2% di ottobre.

Di conseguenza, con i redditi delle famiglie al palo, l'inflazione all'1,2% pesa in quanto, sempre in base alle rilevazioni dell'Associazione dei Consumatori, comporta in media aggravi annui pari a 325 euro circa.

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