Pensioni quota 100: TFR e TFS dopo 8 anni, anticipo in vista

Paterniano Del Favero
Gennaio 5, 2019

Questo il possibile contenuto, difulgato dall'ANSA, del decreto per la riforma della legge Fornero. Quello del trattamento di fine servizio (Tfs) e di fine rapporto (Tfr) degli statali, era uno dei nodi più complessi da sciogliere. Il pagamento, dunque, sarà posticipato. Le prime uscite avverranno a luglio, mentre per i dipendenti privati lo scivolo inizierà a funzionare da aprile. Non fosse che il discorso è reso ancora più complesso dal sistema di rateizzazione in atto che prevede la liquidazione del Tfr in 1 rata se l'importo è inferiore a 50 mila euro; in 2 rate se l'importo è compreso tra 50 e 100 mila euro e infine in 3 rate per gli importi superiori a 100 mila euro.

Con il decreto parte una sperimentazione per tre anni dell'uscita anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi (quota 100 appunto).

Il problema è evidente anche al governo che, stando a quanto riporta Il Mattino, starebbe già trattando con l'Abi per introdurre la possibilità di un anticipo bancario. Rimarrà fissata a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Confermata opzione donna che prevede 35 anni di contributi e 58 anni di età, accettando il calcolo contributivo.

Confermata l'Ape sociale, che prevede l'anticipo pensionistico, con un prestito a carico dello Stato, per determinate categorie svantaggiate.

Per il resto il decreto conferma quasi tutte le anticipazioni della vigilia. Il pensionamento potrà essere anticipato anche di altri tre anni grazie ai fondi bilaterali delle imprese, le quali però, potranno avere accesso a questo ulteriore scivolo per i dipendenti solo se assicureranno un certo numero di nuove assunzioni.

Per chi esce con quota 100, il rischio è vedersi corrispondere il Tfs, quindi, con almeno cinque anni di ritardo: una enormità. La misura mira al riordino della gestione dei due Enti, che avrà come effetto quello azzerare gli attuali vertici, ovvero il Presidente Inps Tito Boeri e quello Inail Massimo De Felice. Sarà nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE