Il governo vuole riformare Inps e Inail: si va verso il commissariamento

Paterniano Del Favero
Gennaio 5, 2019

L'obiettivo è quello di avere una governance non ostile in vista della gestione dei provvedimenti su quota 100 e reddito di cittadinanza. I due istituti camminano di pari passo, nel senso che per entrambi si parla da anni di una riforma della governance, ma è evidente che il problema riguarda non tanto l'istituto per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ma l'Inps, l'istituto di previdenza, e soprattutto il suo presidente: Tito Boeri, nominato dal governo Renzi, il cui mandato scade il prossimo febbraio. Nell'attesa, arriverebbero i commissari.

Roma, 5 gen - E' finita la pacchia anche per Tito Boeri?

L'ultimo botta e risposta risale a pochi mesi fa, prima dell'approvazione finale della manovra, con Salvini che aveva ancora una volta chiesto a Boeri di presentare le sue dimissioni da presidente dell'Inps, suggerendogli anche di candidarsi alle primarie del Pd. Il primo, dopo le critiche alla riforma della Fornero, aveva invitato l'economista a dimettersi e scendere in politica. Con il leader M5s il casus belli riguardava invece la relazione tecnica del decreto dignità, che prevedeva 8mila posti in meno all'anno come effetto del provvedimento. Sarà l'Inps a dover gestire 1,3 milioni di potenziali richieste di reddito di cittadinanza e a dover liquidare un numero di pensioni che potrebbe essere il triplo rispetto alla norma: si attendono 31mila uscite anticipate dal lavoro, secondo i requisiti richiesti da quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi). Il tutto mentre circa 4.500 dipendenti dello stesso Inps su 27 mila potrebbe lasciare l'istituto proprio grazie a "quota 100". Per l'Inps i nomi più accreditati sono due: Pasquale Tridico, l'economista padre del "reddito di cittadinanza" e consigliere del vicepremier Luigi di Maio; Mauro Nori, ex direttore generale dell'Inps dal 2010 al 2015, quando entrò in rotta di collisione proprio con Boeri, poi nominato alla Corte dei Conti e attualmente consigliere del ministro dell'Economia, Giovanni Tria. Caldi anche i nomi di Marina Calderone, presidente dei consulenti del lavoro e nel Cda Finmeccanica, di Alberto Brambilla, esperto di previdenza, Enzo De Fusco, collaboratore del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon della Lega.

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