Pensioni, Quota 100: tutti i nodi della Manovra finanziaria

Paterniano Del Favero
Dicembre 23, 2018

Uno dei punti maggiormente discussi della prossima Legge di Bilancio sembra finalmente aver trovato una soluzione definitiva: stiamo parlando naturalmente del capitolo pensioni, ed in particolare della c.d. Il provvedimento non contiene ancora la definizione delle misure per il superamento della legge Fornero, con il meccanismo di quota 100 pensioni, mentre sono presenti tutti i dettagli relativo al taglio delle pensioni d'oro e allo stop della rivalutazione degli assegni più alti. Per i dipendenti pubblici la finestra sarà di sei mesi, dunque le prime uscite dovrebbero aversi dal 1° luglio 2019.

Pensioni Quota 100, come cambia dopo l'accordo sulla manovra del governo con l'UE. Ma dai sindacati arriva subito uno stop contro quello che viene ritenuto un taglio al potere di acquisto dei pensionati.

Quindi, se ad esempio un lavoratore ha 63 anni e 37 di contributi, dovrà aspettare un altro anno prima di ritirarsi dal lavoro.

Inoltre, è bene sottolineare che la misura avrà una durata limitata, ossia varrà esclusivamente per il prossimo triennio.

Se ufficialmente approvata, infatti, la decorrenza della prestazione deve sempre e comunque tener conto sia dell'incremento dell'aspettativa di vita che della finestra mobile e per conoscere i tempi di presentazione delle nuove domande di pensione con opzione donna bisogna attendere l'approvazione definitiva delle novità pensioni contenute nella nuova Manovra o in appositi collegati. Ma i Cinque stelle assicurano che sarà confermata nelle linee generali la misura promessa, che prevede - a fine marzo, secondo alcune fonti di governo, al primo aprile secondo il ministro Tria - fino ai 780 euro per i redditi più bassi: arriverà anche l'aumento degli assegni minimi e delle pensioni d'invalidità, assicura Di Maio. Per le pensioni superiori a tale importo, sono stati previsti sei scaglioni, l'ultimo dei quali farà perdere sino al 60 per cento dell'inflazione: tale scaglione interesserà tutti coloro che percepiscono una pensione superiore a nove volte il trattamento minimo, ovvero 4566 euro.

L'opzione donne permette alle lavoratrici statali e private e autonome di andare in pensione prima con 35 anni di contributi e 58 anni di età per lavoratrici dipendenti statali e private e 59 anni per le lavoratrici autonome. Va sottolineato che i 38 anni di contributi restano anche per età successive e questo vuol dire che a 63, 64, 65 e 66 anni la quota 100 diventerà in realtà 101, 102. 1, co. 239 della L. n. 228/2012, anche i contributi maturati in diverse gestioni previdenziali.

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